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di Conchita Sannino

La Repubblica, 11 aprile 2025

Insorgono le toghe. Zaccaro (Area): “Il ministro prima aumenta i reati, poi si autoassolve”. Carbone del Csm: “Anche un drink sbagliato colpa delle toghe?”. Bonelli: “Tesi delirante”. E l’Anm si oppone alla proposta della “Giornata degli errori giudiziari”. Il sovraffollamento negli istituti penitenziari? Su una piaga che già registra 26 casi di suicidi, malessere degli operatori e diffusi episodi di violenza, il ministro della Giustizia Carlo Nordio fornisce, in sede di question time al Senato, una singolare spiegazione: “Se aumenta il numero dei carcerati non è colpa del governo ma di chi commette i reati e dei magistrati che li mettono in prigione”.

Frasi choc, che di nuovo accendono reazioni. Continua il Guardasigilli: “Con il ddl sul rave party non è stato messo in prigione nessuno, non ci sono stati più rave quindi è servito da deterrente per nuove detenzioni”. Espressioni che non possono restare senza reazioni.

Il primo a intervenire è Giovanni Zaccaro, il segretario di Area, la corrente progressista delle toghe. “Siamo al paradosso. Il ministro un giorno accusa i magistrati di eludere le leggi mentre il giorno dopo li accusa di applicarle, mandando le persone in carcere. Un giorno alza le pene ed i casi di arresti in flagranza (dal decreto Caivano al decreto Sicurezza), il giorno dopo non si spiega perché la popolazione carceraria aumenta”. Tutto mentre le carceri, aggiunge, “esplodono, i suicidi aumentano, il personale è allo stremo, la magistratura di sorveglianza trattata come una cenerentola, le pene sostitutive destinate a fallire senza risorse”. Non servono battute e promesse, per Zaccaro, ma solo “misure urgenti per risolvere oggi lo scandalo del carcere in Italia”.

È “sinceramente basito”, come spiega a Repubblica, anche il consigliere del Csm Ernesto Carbone, laico in quota Italia Viva. Che usa un commento sferzante: “Siamo messi così. Fanno scappare un criminale con l’aereo di Stato e dicono che sia colpa dei magistrati. E intercettano un giornalista e dicono sia colpa dei magistrati. Oggi scopriamo che anche il sovraffollamento delle carceri sia colpa dei magistrati che ‘imprigionano’ (un po’ di stile signor ministro…) troppo. Aspettiamo tutti con ansia il giorno in cui anche lo spritz fatto male di un bar in via Arenula sarà colpa della magistratura”.

Ma toni sarcastici arrivano anche dal gruppo moderato e centrista delle toghe, Unicost, il cui consigliere togato a Palazzo Bachelet, Marco Bisogni, osserva: “Se i magistrati non applicano le misure cautelari sono negligenti; se le applicano, è colpa loro se aumentano i detenuti. Se il giudice da ragione al pm bisogna separare le carriere, ma se il giudice da torto al pm bisogna, comunque, separare le carriere: non mi pare che abbandonare la logica cartesiana sia un buon modo per risolvere i problemi della giustizia”. Strali anche dalle opposizioni, con Angelo Bonelli che parla di “tesi delirante” e invoca “urgentemente un test psicoattitudinale per ricoprire il ruolo di Guardasigilli”.

Ma la vera domanda, per il leader Avs, è: “Come fa Nordio a continuare a ricoprire il ruolo di ministro della Giustizia? Davvero secondo lui i magistrati non dovrebbero arrestare chi commette reati, per non aumentare il numero dei detenuti? Siamo all’inversione totale della logica e del buon senso. Il test che Nordio ha previsto per i magistrati, ora lo applichiamo a lui: sarebbe da tempo stato necessario, basti ricordare le sue performance imbarazzanti sui casi Delmastro e Almasri”.

Ma a colpire è anche la voce che arriva dai vertici di una delle maggiori sigle sindacali della penitenziaria, l’Osapp, oltre 5mila associati. “La colpa del disastro carceri non è né della magistratura che applica la legge, né di chi si trova dall’oggi al domani a rispondere di nuovi reati introdotti per intenti esclusivamente repressivi dal governo - sottolinea il segretario Leo Beneduci - Il vero problema risiede nella clamorosa assenza di una seria e fattiva politica penitenziaria, come documenta anche la perdurante mancanza di un capo dell’amministrazione. Chi subisce le conseguenze di questo caos? Naturalmente gli agenti e gli operatori tutti delle carceri, come ultimo e più debole anello del sistema. Il ministro Nordio dovrebbe cominciare finalmente ad occuparsi di carceri e del personale che vi lavora: invece di abbandonarli del tutto nelle mani di qualche sottosegretario”.

Il riferimento è al caso Delmastro, e alla mancata nomina - ormai da tre mesi - del vertice del Dap: attualmente acefalo, retto temporaneamente da Lina Di Domenico, già vicepresidente del dipartimento e “designata”, con indiscrezioni fatte trapelare da via Arenula, senza che fosse stato avvertito, neanche in via ufficiosa, il Quirinale, cui spetta per legge la scelta e la nomina di quella figura.

È in questo clima che il ministro Nordio incontrerà, martedì prossimo, l’Associazione nazionale magistrati, guidata da Cesare Parodi. Congelato il dialogo sulla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere (“Ci prepariamo eventualmente alla battaglia referendaria”), Parodi ammette di essere “un inguaribile ottimista” e quindi: “Porteremo al ministro temi che portino a convergenze e collaborazioni: la questione delle gravi difficoltà segnate dalla app del processo, con diversi casi di malfunzionamento; la carenza davvero pesante del personale amministrativo; gli aspetti legati alla geografia giudiziaria, tra chiusure di tribunali, accorpamento delle loro attività o nuove sezioni”.

Un elemento però suscita la contrarietà del pacato presidente: l’istituzione di una “Giornata per le vittime degli errori giudiziari”, voluta dai vecchi “falchi” di FI e della maggioranza. “Sono molto vicino alle persone che sono state vittime di errori giudiziari - precisa il presidente dell’Anm - ma sono meno vicino a coloro che usano queste situazioni per colpevolizzare l’intera magistratura. Questo non mi piace. Sempre ammesso che il provvedimento venga approvato, devo dire che su una proposta che intende favorire la colpevolizzazione della magistratura non posso essere d’accordo”.