di Petronilla Carillo
Il Mattino, 29 settembre 2024
Si è sentito a proprio agio tra gli ex colleghi di Magistratura Indipendente tanto da trattenersi ben oltre il proprio intervento prima di andare via “solo” perché “ho un aereo da prendere”. La partecipazione del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, alla due giorni a Cetara sul tema de “L’intelligenza artificiale: la rivoluzione culturale del Millennio”, è stata l’occasione per il Guardasigilli per anticipare due iniziative importanti: la riforma della norma sulla malattia dei magistrati e l’avvio della procedure concorsuali per l’arruolamento di toghe: “quattro i concorsi già banditi, un quinto lo stiamo approntando ma dobbiamo soprattutto snellire la burocrazia”. Temi molto cari alla platea di magistrati che hanno consentito al ministro di intascare due lunghi applausi di almeno un minuto ciascuno. Il guardasigilli si è anche concesso qualche battuta con la stampa rispondendo anche alla domanda sulla sicurezza negli ospedali: “Abbiamo fatto, credo, un’ottima legge, un ottimo decreto e penso che sarà convertito in termini rapidissimi e immagino che sarà anche ampiamente condiviso perché la tutela dei sanitari è un principio che non può avere oppositori”, ha commentato prima di lasciare il piccolo centro della Costiera amalfitana. Soltanto qualche minuto prima, nel congedo con i suoi “ex colleghi” ha anticipato l’incontro di novembre in Laguna veneta. il Venice Justice group, un organismo che “consenta di rafforzare e coordinare ancor di più le nostre iniziative; un nuovo strumento a tutela dello stato di diritto anche rispetto ai nuovi scenari aperti dall’intelligenza artificiale”.
“I magistrati lavorano troppo e sono pochi”, dice il ministro nel corso del suo intervento a Magistratura Indipendente “sindacato al quale mi sono iscritto appena diventato pm ma che non ho mai vissuto attivamente”. Poi cita i numeri: “abbiamo circa 9mila magistrati sui diecimila previsti, abbiamo messo a bando 1.400 posti e questa volta cambieremo davvero le cose perché io fondi ci sono e li dobbiamo utilizzare”. Poi precisa: “Il mondo giudiziario non produce voti, perciò finora si è investito poco. Poi ci sono le solite polemiche, tipo che i magistrati lavorano poco, sono stupidaggini colossali. Io non ho mai osato dire che lavorano poco anzi talvolta lavorano troppo soprattutto in ambito penale perché, quando sei stanco, rischi di commettere un errore”. “La modalità di ingresso nel mondo della magistratura è la stessa di quando ho fatto io il concorso: cinque anni per avere la toga. Non si può andare avanti così: bisogna creare più sottocommissioni di valutazione composte d magistrati. Oggi in queste commissioni ci sono professori universitari, avvocati... se hanno un impegno fanno saltare la seduta e si rinvia. Non è vero che avere magistrati fuori ruolo rallenta la giustizia, la giustizia è lenta perché ci sono pochi magistrati”. Sulla nuova norma sulla malattia dei magistrati, Nordio, spiega di non avere idea di quanto fosse penalizzante quella precedente che, di fatto, toglie le indennità (che rappresentano il 30% dello stipendio) in caso di riposo sanitario.
“È uno spauracchio perché molte persone la vedono sotto l’aspetto patologico, cioè sotto i pericoli e i rischi che può rappresentare. Noi dobbiamo trasformare questi pericoli e questi rischi, che esistono, in opportunità e strumenti. Gli strumenti dell’intelligenza artificiale, come tutti quelli della scienza umana, non sono né buoni né cattivi, sono neutrali” ha detto il ministro della Giustizia. “È l’uomo che deve saper governare, anche l’intelligenza artificiale, che è pur sempre una creazione dell’uomo. Quindi, anche per quanto riguarda la giustizia, “l’intelligenza artificiale servirà a dare un aiuto ma non certo a sostituire il giudice, cosa che è impossibile perché la macchina non ha sentimento, la macchina non ha cuore, la macchina può soltanto razionalizzare, se l’algoritmo peraltro è costruito bene, dei dati facendoci risparmiare molto tempo”.
E l’esempio che riporta è quello di un investimento: per la macchina l’automobilista ha investito un uomo ma non può valutare se quell’omicidio è doloso, colposo, volontario o preterintenziale. “In questo senso - ha ribadito - è molto utile, com’è stato utile Google per cercare, per esempio, le sentenze che una volta si sfogliava. Ma, non potrà mai sostituire la sensibilità, l’intelligenza, il buon senso del magistrato, però sarà un grandissimo aiuto per accelerare i processi, nella comprensione di interpretazione del diritto, che altrimenti sarebbero difficile reperimento. E, quindi, saranno degli strumenti che, se usati bene, rivoluzioneranno in molti aspetti la giustizia. Ma, non la rivoluzioneranno nel merito, non sostituiranno la mente del giudice nei repertori manuali”.










