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di Valentina Santarpia

Corriere della Sera, 28 novembre 2024

Il sottosegretario alla Giustizia, alla presentazione di un mezzo blindato, aveva detto: “Non lasciamo respirare chi sta dietro quel vetro oscurato”, parlando dei detenuti. Venerdì il dl Giustizia in Consiglio dei ministri. “Quando si parla di un nemico mortale come i mafiosi queste espressioni dure sono giustificate”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio rispondendo al question time della Camera, ad un’interrogazione sulle frasi del sottosegretario Andrea Delmastro sul “non lasciar respirare” i detenuti che si trovano sui mezzi della polizia penitenziaria.

“È singolare - ha spiegato Nordio - che si debbano spiegare le motivazioni per cui lo Stato non lascia respiro alla criminalità organizzata anche dotando la Polizia penitenziaria di mezzi efficienti. Quando si parla di un nemico mortale nelle democrazie più avanzate sono state sempre adottate formule estremamente crudeli”. Tra due giorni, ha ricordato, “commemoriamo la nascita di Winston Churchill, che disse `non daremo tregua ai nemici, toglieremo loro il fiato. Alcuni vanno curati ed altri uccisi´. Sono parole forti, ma vengono usate contro un nemico mortale. Anche un nostro straordinario presidente della Repubblica intimò ai nazifascisti di arrendersi o perire”.

Il caso era scoppiato una settimana fa, quando il sottosegretario alla Giustizia con delega al dipartimento delle carceri, Andrea Delmastro Delle Vedove, mercoledì scorso, alla cerimonia di consegna di una specie di auto robocop per il trasporto dei detenuti in regime di 41-bis e di Alta sicurezza, la “SsangYong Rexton Dream e-XDi220, nuova autovettura blindata con cellula detentiva, unica nel suo genere”, aveva detto: “L’idea di vedere sfilare questo potente mezzo che dà prestigio, con il Gruppo operativo mobile sopra, l’idea di far sapere ai cittadini chi sta dietro a quel vetro oscurato, come noi incalziamo chi sta dietro quel vetro oscurato, come noi non lasciamo respirare chi sta dietro quel vetro oscurato, è sicuramente per il sottoscritto una intima gioia”.

Le opposizioni, di fronte al video che riprendeva le sue dichiarazioni, erano partite all’attacco, chiedendo le dimissioni del sottosegretario. Ma Delmastro era stato subito difeso dal responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, per il quale “la sinistra solleva polemiche surreali per indebolire la difesa del 41-bis da parte del governo Meloni”. Lo stesso Delmastro, intervenendo qualche giorno fa a Napoli al convegno Uspp su ‘Carcere e criminalità 4.0’, non aveva fatto marcia indietro: “Non devo fare chiarezza, io devo semplicemente ribadire che non voglio dare tregua alla mafia. O, dato che siamo a Napoli, che non voglio dare tregua alla camorra. Per farmi comprendere da tutti, non voglio dare tregua alla criminalità organizzata”.

E oggi arriva anche la difesa in Aula del titolare della Giustizia, che sottolinea: quelle “espressioni dure”, parlando “di un nemico mortale come i mafiosi”, sono giustificate. Non a caso, per mantenere la stretta sui mafiosi, e non solo, “il governo ha potenziato il sistema carcerario occupandosi in modo organico e incisivo non solo dei detenuti, ma anche di chi si occupa della loro sicurezza: sono state previste mille nuove extra-assunzioni della Polizia penitenziaria- ha spiegato Nordio- Oggi, a fronte di una dotazione organica complessiva di 42mila unità, quelle effettivamente presenti sono 37mila, con una carenza del 13,45% che sarà colmata il più presto possibile”.

Nordio ha sottolineato “l’importanza dell’istituzione del commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, con il compito di realizzare nel più breve tempo possibile un piano nazionale di interventi in grado di recuperare 7mila dei 10mila posti di detenzione mancanti per detenzione”. E di fronte all’ennesima notizia di un suicidio in carcere, Nordio ha ricordato che sono stati istituiti “nuovi percorsi di comunità per detenuti affetti da disagi psichico o tossicodipendenti”: “Molti tossicodipendenti più che essere criminali da punire sono sono ammalati da curare”. Mentre “per contrastare il fenomeno dei suicidi” si è investito “molto sul potenziamento della rete di assistenza psicologica e sull’opera di reclutamento di adeguato personale specializzato”. Lo stesso sostegno “fornito al Corpo di polizia penitenziaria: ricordo che nell’ambito della Manovra è stato stanziato”, con un milione di euro in Manovra “da destinare al supporto psicologico di questo benemerito corpo di polizia”.

Tra due giorni, intanto, il maxi provvedimento dedicato alla giustizia andrà in Consiglio dei ministri, dopo essere slittato due volte: “Non credo ci saranno ulteriori slittamenti- ha assicurato Nordio - venerdì mattina il dl giustizia sarà all’esame del Consiglio dei ministri”.