di Leandro Del Gaudio
Il Mattino, 22 novembre 2023
Il ministro al San Carlo di Napoli: “Separazione carriere è in programma, ma prima viene il premierato”. “La separazione delle carriere è nel nostro programma politico, ma occorre cambiare la Costituzione. Al momento però la priorità politica è il cosiddetto premierato, che porterà ad una riforma della Costituzione e probabilmente ad un referendum”. È quanto ha affermato questa sera a Napoli il ministro della Giustizia Carlo Nordio intervenendo all’iniziativa “Dialoghi con il ministro” organizzato da Polo Sud, nei locali del teatro San Carlo.
“I ritardi, se tali vogliono essere definiti - ha proseguito il Guardasigilli - sono dovuti al fatto che le due cose non possono essere accoppiate. Ho letto critiche, ma la riforma non è rinviata: c’è un cronoprogramma, che vede quale priorità la riforma costituzionale sul premierato. Ciò nonostante abbiamo dato già cinque segnali nel senso della riforma con atti che oggi giacciono al Senato: abbiamo chiesto in primis di introdurre il principio dell’ordinanza di custodia cautelare, che deve essere collegiale, oggi si va in prigione con la doppia chiave di pm e gip. Abbiamo poi pensato che l’interrogatorio di garanzia venga fatto prima che scattino le manette, oggi il 50% delle persone che vengono arrestate sono poi scarcerate dopo l’interrogatorio di garanzia. Vogliamo inoltre introdurre l’abolizione del reato di abuso d’ufficio, chiesto da tutti gli amministratori ed introdurre la riforma che definiscono il “minimo sindacale” sulle intercettazioni, che prevede come il terzo che viene richiamato nelle intercettazioni non può essere nominato e finire sui giornali”.
“Il pm italiano ha un enorme potere e senza responsabilità”, ha detto ancora Nordio. Rispondendo ad un quesito del magistrato Arcibaldo Miller, il guardasigilli ha fatto un paragone con la giustizia negli Stati Uniti e in Gran Bretagna: “Quando abbiamo mutuato l’istituto del pubblico ministero dal processo anglosassone, abbiamo creato una figura ibrida, lasciandogli quei poteri ma con le indipendenze dal giudice previste dalla Costituzione: un potere enorme sprovvisto di responsabilità. Quando i padri costituenti hanno scritto la Costituzione avevano davanti il codice Rocco: l’unità delle carriere era indiscutibile, sembrava metafisico parlare di separazione delle carriere. I padri costituenti non avevano pensato poi che il professor Vassalli avrebbe creato un modello anglosassone senza toccare le carriere. Poi lo stesso Vassalli quando è andato in Corte Costituzionale ha iniziato a demolire il suo stesso codice perché si è reso conto che la sua riforma era in contrasto con la Costituzione”.
Parlando poi dei tempi dei processi, Nordio ha detto che “la giustizia lunga è una giustizia negata. I tempi dei processi vanno abbreviati: qualsiasi sia l’esito, se la sentenza arriva dopo 10-15 anni siamo di fronte ad una giustizia ingiusta. La celerità del processo è condizione sine qua non per una giustizia giusta. Nel processo accusatorio vanno a giudizio negli altri Paesi il 5% degli indagati, in Italia sono circa il 50-60 per cento e molti sono poi assolti”. Soluzioni? “Era già alla base della riforma Cartabia: bisogna allargare l’adozione del patteggiamento, come avviene negli Stati Uniti, dove se tu patteggi ricevi un forte sconto, ma se non patteggi e vieni condannato ricevi il doppio della pena”.










