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Corriere del Veneto, 15 marzo 2022

Una guerra lunga 30 anni fra giudici e politica, finita con il crollo, soprattutto di credibilità nell’opinione pubblica, della magistratura. È il filo conduttore di “Giustizia. Ultimo atto. Da Tangentopoli al crollo della magistratura”, l’ultimo libro di Carlo Nordio presentato ieri, in anteprima nazionale, nel salone di Palazzo dei Trecento a Treviso e presentato dalla deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi.

Gli eccessi della stagione degli scandali negli anni ‘90, questa la tesi cara all’ex magistrato (che proprio negli anni delle “manette facili” ai politici si occupò dell’inchiesta sulle “cooperative rosse” e che da procuratore aggiunto a Venezia ha indagato sulle mazzette relative al Mose), ha fatto sì che “l’ordine giudiziario si sia fatto cedere dalla politica. Il principio di questi mali è correntizzazione del Csm, da cui gli scandali a cui abbiamo assistito, primo fra tutti, ma non il solo, il cosiddetto caso Palamara”.

Ma la giustizia ha anche altri mali, primo fra tutti l’endemica mancanza di pubblici ministeri, giudici e personale amministrativo di cui soffre, ad esempio, proprio la Procura di Treviso. “Ancora una volta - spiega l’ex magistrato - la responsabilità è del Csm. Un comandante dei carabinieri non se ne va senza che ne sia stato nominato un altro; succede invece che qui a Treviso Michele Dalla Costa lasci il suo incarico a capo della procura e si aspetti un anno e mezzo per nominare il successore. Questo perché il Csm deve coprire più posti, sempre con le stesse logiche correntizie”.

Una piccola Procura Treviso, sguarnita di personale, corre insomma il rischio di vedere in maniera distorta la riforma del ministro Marta Cartabia a riguardo della improcedibilità dei reati come “un torto fatto ai cittadini che invece si aspetterebbero una sentenza. Deve passare l’idea che tutti gli uffici sono importanti e devono avere i posti di pianta organica coperti in modo da poter funzionare”.

L’emersione infine di fenomeni collusivi con la criminalità organizzata è per Nordio motivo di preoccupazione “nella misura in cui - dice - prende piede il reato di usura, che è collegato anche alle condizioni economico-sociali di un territorio ricco come la Marca, in cui molti imprenditori sono esposti e gli istituti di credito hanno il piede piantato sul freno del credito”.