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di Virginia Piccolillo

Corriere della Sera, 3 novembre 2025

Intervista al ministro della Giustizia: “Mi stupisce Schlein, la legge gioverebbe anche a loro al Governo. Meloni non mi chiede di non fare dibattiti in tv, anzi, sono sollecitato a farli”. Carlo Nordio, ministro della Giustizia: molti suoi ex colleghi si sono ricompattati per il no alla riforma in difesa di autonomia e indipendenza. Non ha nessun dubbio? “Nessun magistrato di buon senso può pensare che si sia attentato all’indipendenza. Perché nella legge costituzionale questo principio è consacrato a chiare lettere. Capisco che i vertici dell’Anm siano contrari: nessun tacchino si candida al pranzo di Natale. Ma nella riservatezza...”.

Che accade?

“Molti confessano di essere favorevoli al sorteggio, che li svincola dall’ipoteca delle correnti. Così come molti sindaci del Pd, segretamente, erano favorevoli all’abolizione dell’abuso d’ufficio. Ogni magistrato sa che la carriera dipende dal Csm , condizionato dalle correnti. Per chi non è iscritto diventa difficoltoso. Anche il procuratore Gratteri lo sa. Infatti è pro sorteggio”.

Il cuore di questa riforma è lo sdoppiamento del Csm, senza la disciplinare, assegnata a un’Alta corte. Allora che autogoverno è?

“È un organismo previsto dalla bicamerale di D’Alema di trent’anni fa. Composto di elementi ultra qualificati. Garanzia di indipendenza dallo strapotere correntizio che tutti definiscono deviato e inaccettabile”.

Non è presieduta dal capo dello Stato, come invece il Csm. Perché?

“Lui presiederà i due Csm, quello dei giudici e quello dei pm. Conferirgli anche una funzione disciplinare sarebbe stato investirlo di responsabilità incompatibili con la sua alta carica”.

Per i togati c’è il sorteggio secco. Per i laici da una lista compilata dai parlamentari. C’è chi pensa sia anticostituzionale.

“Stupidaggine. Come fa una legge costituzionale a essere anticostituzionale? Questa è la Costituzione”.

Non teme che diminuisca l’influenza delle correnti e aumenti quella della politica?

“No, perché ci siamo mossi nella tradizione dei padri costituenti che hanno voluto una componente politica che è degli eletti. Quella togata rappresenterà la magistratura nella sua purezza di indipendenza, senza condizionamenti delle correnti”.

Citate il caso Palamara, ma all’Hotel Champagne c’era anche un sottosegretario. Non si dovrebbe separare la magistratura dalla politica?

“Lo scandalo Palamara è ancora tutto coperto dalla scelta del precedente Csm di mettere il coperchio sulla pentola bollente. Se la magistratura vuole riacquistare credibilità deve scoperchiarla, e far venire alla luce tutto il marciume che s’era sotto. Finché questo non avverrà, è legittimo ogni sospetto su quello che l’ex procuratore antimafia Roberti, eletto nel Pd, ha definito “mercato delle vacche”.

Come farà questa riforma a evitare “invasioni di campo”?

“Fa recuperare alla politica il suo primato costituzionale. Il governo Prodi cadde perché Mastella, mio predecessore, fu indagato per accuse poi rivelatesi infondate. Mi stupisce che una persona intelligente come Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo”.

Allora è vero che avete spuntato le unghie alla magistratura?

“Niente affatto. Cerchiamo di far recuperare alla politica quello spazio colmato dalla magistratura”.

Il vicepresidente Csm, Fabio Pinelli, dice che “è in corso un riassetto degli equilibri di potere”. La magistratura dovrà arretrare?

“No. È la politica che deve recuperare gli spazi che ha abbandonato, in modo talvolta codardo”.

Ora toccherete l’obbligatorietà dell’azione penale?

“Non l’abbiamo fatto e non lo faremo. È stata Italia viva di Renzi a lamentarsi che non abbiamo toccato né l’obbligatorietà né la responsabilità civile dei magistrati. Più realisti del re. Lo abbiamo fatto per evitare che sembrasse un’iniziativa punitiva verso la magistratura”.

Il procuratore Nicola Gratteri teme che la riforma allontani il pm dalla giurisdizione. Da garantista lei che dice?

“È una vuota astrazione. La giurisdizione è un tavolo a tre gambe: accusa, difesa e giudice terzo e imparziale. Non vedo perché il pm dovrebbe avere una supremazia etica o giuridica sull’avvocato. Il pm deve essere garante della legalità delle indagini della polizia giudiziaria come accade in Gran Bretagna, dove è nata la democrazia”.

Hanno dedicato la riforma a Silvio Berlusconi. Gliene parlò in quell’incontro prima del suo incarico?

“Berlusconi ha subito numerosi processi. Anche opinionisti di sinistra hanno parlato di accanimento. Ma della necessità di separazione e sorteggio ne avevo già scritto nel ‘95. Mi permetto di rivendicarne il copyright”.

La separazione era voluta da FI, FdI premeva per sorteggio e Alta corte. È per questo che La Russa ha detto che forse “il gioco non valeva la candela” ?

“Con La Russa siamo in assoluta sintonia. Ho risposto che la riforma “valeva un candelabro”. Era d’accordo. E gli applausi più forti in aula li ho ricevuti da FdI”.

L’opposizione invece ha picchiato duro.

“La politique n’a pas d’entrailles, gli insulti mi lasciano indifferente. Quando sono esaltazioni grezze e ripetitive, come in Senato, mi porto un libro di Anatole France, elegante scrittore socialista, che mi riconcilia con la sinistra”.

Ma non ha risposto a chi l’ha accusata di riproporre la riforma di Gelli.

“Sì. Gelli, Giuda Iscariota... Cosa vuoi rispondere? Enfasi verbali che non significano nulla”.

Non risponde neanche a chi legge le tre riforme come un unico disegno per disarticolare l’architettura costituzionale e virare verso la “democratura”?

“L’unica disarticolazione è della logica. Attendo uno svolgimento razionale con cui potermi confrontare”.

Lo farà anche in tv?

“Sì”.

Meloni non le ha chiesto di non partecipare a dibattiti?

“Al contrario. Mi sollecitano a farne”.

Ma il premierato si farà?

“L’iter è lungo, ma anche la presidenza Meloni lo sarà”.

Limiti a intercettazioni, preavviso alle perquisizioni. Non fate leggi pro imputati che ostacolano lotta a mafia e corruzione?

“Un ministro deve essere super partes e guardare a diritti e interessi anche degli indagati, tutelati dalla Costituzione. Altrimenti si potrebbe dire che è giustificata anche la tortura”.

Quando vi occuperete dell’efficienza della giustizia?

“Lo facciamo dall’inizio. Se il Csm ci dà una mano con la burocrazia, entro fine ‘26 colmeremo l’organico con 1600 magistrati. È la prima volta”.

I saluti fascisti a Parma sono di “mele marce” o di una realtà sommersa di FdI?

“Un liberale come me non si sarebbe iscritto a FdI se vi fosse anche una minima realtà sommersa di neofascismo. Il mio primo gesto di ministro all’estero fu di deporre una corona a Mont Valerian, le Fosse Ardeatine di Parigi. Mai nessun esponente di governo italiano era stato lì”.