di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 25 ottobre 2026
Carlo Nordio, ministro della Giustizia: altri scontri, ma niente devastazioni e l’arresto della mente del Movimento 17 ottobre. Bilancio? “Questo dimostra che la prevenzione ha funzionato”. I ragazzi chiedono futuro, crede che la soluzione sia davvero il carcere? “Mai detto. La soluzione è progressiva. La famiglia deve educare, la scuola provvedere all’educazione civica e le parrocchie o le associazioni all’aggregazione. In tema di ordine pubblico, occorre prevenire. E abbiamo istituito il fermo preventivo, che non è carcere, ma un controllo. Ma, in casi come Milano, purtroppo come extrema ratio servono misure coercitive”.
Continua ad auspicare arresti di massa di minori?
“Mai sognato di dirlo. Chi lo sostiene non ha visto la mia intervista a SkyTg24 o la interpreta a suo uso e consumo. In carcere ci sono 3 minori. Non ce li ho mandati io, ma la magistratura perché li ha ritenuti “socialmente pericolosi”. Il problema è che gli istituti minorili sono affollati e hanno posti limitati, 3 in un giorno già significa aumentare la capienza in modo insostenibile. Non lo auspico, ma se gli arresti continuassero il problema si porrebbe”.
Nelle comunità di accoglienza non c’erano posti...
“A me non risulta, ma se qualcuno ha un provvedimento con questa motivazione lo leggerò con attenzione”.
La soluzione può mai essere minori in cella con adulti?
“Mai detto, anche questo. Semmai di riadattare strutture per adulti. Facendole però diventare solo per minori, con le adeguate garanzie di legge”.
Il suo piano per le misure alternative? Era propaganda?
“No, è in corso. Ci sono già i nuovi Ipm di Rovigo, Lecce, L’Aquila; più funzionari pedagogici e agenti; più magistrati in Procure e Tribunali per i minori. C’è il piano di giustizia inclusiva da 280 milioni di euro in atto, e le collaborazioni con una decina di enti, con la Comunità di Sant’Egidio. La manutenzione straordinaria nelle carceri per adulti ha già creato circa 600 posti. E a novembre entrano le imprese per i nuovi moduli: 250 posti a Livorno, 200 tra Vibo Valentia e Reggio Calabria, 200 tra Alba e Alessandria e 400 a San Vito al Tagliamento”.
L’hanno invitata a rileggere “Pinocchio”, arrestato per aver denunciato un furto...
“Era un’allegoria sulla fallibilità della giustizia umana. E i primi bersagli di Pinocchio sono i giudici”.
Perché reintrodurre per decreto reati che già c’erano?
“Non è cosi. Lo stesso presidente della Repubblica ha detto che sono fenomeni “inediti”. E se il reato non è perfettamente tipicizzato non lo puoi contestare. C’era il danneggiamento e la resistenza al pubblico ufficiale, ma messi insieme no. E la convocazione via social, cancellata all’ultimo per evitare la polizia e devastare impunemente, è di una gravità inaudita”.
Gabrielli la accusa di bulimia di decreti inutili. Sbaglia?
“Dopo il tanto vituperato decreto, non si sono più fatti rave party e di conseguenza non ci sono stati più danneggiamenti. Dispiace che Gabrielli non lo sappia, perché è una persona seria. Nuove forme di reato prendono il posto di quelle vecchie perché la criminalità cambia: le rapine in banca sono crollate perché c’è meno cash, come i sequestri di persona, ma emergono nuovi reati collegati allo sviluppo tecnologico: dalle truffe informatiche alle manipolazioni sulle elezioni con l’intelligenza artificiale”.
Aveva lanciato l’allarme terrorismo. Mica lo vedrà in queste manifestazioni...
“Fino a ieri no. Ma quando ho visto che persone fortemente radicalizzate cercano di sfruttare il disagio giovanile, mi sono ricordato che le Br sono iniziate così: utilizzando la protesta operaia e dei giovani. La gran parte ne è rimasta fuori, ma qualcuno è stato preso nella rete del terrorismo. Bisogna essere sempre vigili”.
Nel governo c’è chi teme che la Russia soffi sul fuoco. Lei?
“Lungi da me l’idea di accusare un Paese. Ma che la protesta esploda contemporaneamente in mezza Europa, dalla Francia alla Spagna, con stessi sistemi di aggregazione via social, può farci pensare a un coordinamento. Potrebbe anche essere semplice criminalità organizzata”.
Quattro anni di governo l’hanno resa giustizialista?
“No, il garantismo ha due facce. Difendere la presunzione di innocenza e la privacy e noi abbiamo introdotto il giudice collegiale, limitato le intercettazioni. Ma non è accettare la devastazione delle città. Come dice l’importante dem Vincenzo De Luca, le manganellate a volte sono giuste. Piuttosto si mettano d’accordo tra di loro”.
Non si guarda più al dito (le devastazioni) che alla luna (il disagio dei giovani)?
“Vengo da San Patrignano. Ho visto esempi straordinari di giovani e minori ex tossicodipendenti a dimostrazione che la possibilità di recupero dà buoni frutti. È vero che molti giovani vanno all’estero, ma per ostacoli burocratici. Abbiamo ricorsi, tasse e balzelli che poi si riflettono sugli stipendi: più bassi. Si dovrebbe aprire un tavolo assieme all’opposizione per studiare soluzioni sostenibili”.
Conte le chiede di andar via.
“Non so più quante volte l’abbia chiesto. L’ultima per un mio incontro con la Minetti in Uruguay che era una bufala. Non ha mai chiesto nemmeno scusa”.
Si ricandiderà?
“Il prossimo anno compirò ottant’anni. Da ministro, credo di aver dato abbastanza e battuto i record di longevità. Rifarlo sarebbe stucchevole. Sono gratissimo a Giorgia Meloni per l’opportunità, ma alla mia età credo di aver diritto di tornare alle mie letture, al nuoto, alla famiglia e ai gatti”.









