di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 30 ottobre 2026
Scarcerazione di Youssef Siher, diciassette consiglieri del Csm chiedono una pratica tutela per la gip. Critiche da Craxi e Moratti alla linea giustizialista del leader azzurro. Sorpreso dalla decisione del giudice, ma senza alcuna intenzione di mandare gli ispettori a Milano. Carlo Nordio sceglie una linea di prudenza istituzionale sulla scarcerazione di Youssef Siher, il caso che ha riacceso lo scontro tra governo e magistratura dopo i disordini di piazza. Dal palco del Salone della Giustizia, il Guardasigilli non ha nascosto le proprie perplessità sul provvedimento della gip, ma ha evitato di trasformarle nell’annuncio di un’iniziativa ministeriale.
La richiesta di custodia cautelare della procura di Milano, spiega Nordio, era “molto convincente”. Per questo, aggiunge, il rigetto integrale della richiesta, “senza nemmeno misure alternative”, gli ha suscitato “una certa sorpresa”. Il ministro, tuttavia, ha ricordato che esistono gli strumenti di impugnazione e prevede che la procura ricorrerà contro la decisione. “L’autonomia e l’indipendenza della magistratura, che va sempre rispettata, si manifesterà nelle decisioni che seguiranno”, sottolinea. E ha chiarito: “Non c’è alcuna intenzione di mandare gli ispettori a Milano”.
Intanto lo scontro è arrivato al Csm. Diciassette consiglieri hanno chiesto al Comitato di presidenza di aprire una pratica a tutela della gip Tiziana Landoni, dopo le parole di Giorgia Meloni, che aveva definito “vergognosa” la decisione e una “mortificazione insopportabile” per gli investigatori. Secondo i firmatari, la premier ha superato i confini della legittima critica, rischiando di delegittimare la magistrata. La richiesta punta a salvaguardarne indipendenza e serenità di giudizio. I consiglieri ricordano che sicurezza collettiva e garanzie costituzionali non sono valori contrapposti. E denunciano il rischio che una decisione giudiziaria sgradita diventi terreno di contrapposizione politica.
L’iniziativa ha diviso il Consiglio, perché le consigliere laiche Eccher e Bertolini, vicine al centrodestra, hanno difeso il diritto della politica a commentare le decisioni giudiziarie. Ma i commenti sulla decisione del tribunale di Milano stanno dividendo anche la maggioranza, o per meglio dire il partito più garantista del centrodestra, FI, dove secondo alcuni retroscena la capogruppo al Senato Stefania Craxi e l’ex-ministro Moratti avrebbero espresso il proprio disagio per le critiche del segretario Tajani alla scarcerazione di Siher.
Tornando a Nordio, il ministro ha comunque rivendicato l’efficacia delle misure varate dal governo per fronteggiare le violenze durante le manifestazioni. Il decreto sicurezza, sostiene, “ha dimostrato di funzionare”. La prova sarebbe nella domenica che avrebbe dovuto rappresentare “una sorta di prova generale di insurrezione collettiva” e che invece si è svolta tranquillamente. Nordio ha attribuito il risultato anche al fermo preventivo.
Sul fenomeno delle proteste, il ministro si è spinto oltre. La contemporaneità delle mobilitazioni in Italia, Francia, Spagna e Albania, ha osservato, alimenta il sospetto che dietro le manifestazioni possano esserci organizzazioni diverse da quelle spontanee. Non ha indicato mandanti, ha richiamato le indagini in corso e non ha escluso la criminalità organizzata. Una diffusione simile delle proteste, anche tra minorenni, a suo giudizio non si vedeva dal Sessantotto ma sui minori ha precisato di non aver auspicato arresti di massa.
Il confronto si è spostato poi sulle carceri, dove Nordio ha chiuso la porta alla proposta di “indulto responsabile” avanzata dal presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango, per affrontare il sovraffollamento. “Ogni forma di clemenza gratuita è una forma di resa da parte dello Stato se viene fatta per svuotare le carceri”, replica il ministro. E aggiunge che, dopo provvedimenti del genere, nel giro di un anno la situazione tende a ripresentarsi identica. La risposta del governo, dunque, non sarà un alleggerimento generalizzato delle pene, ma l’aumento della capienza degli istituti: Nordio annuncia circa mille nuovi posti entro il primo trimestre del prossimo anno e punta a raggiungerne sette-ottomila entro la fine del 2027.
Resta infine il nodo dei rapporti con le toghe. Nordio ha auspicato una dialettica anche vivace, purché rispettosa della “buona educazione istituzionale”, ma non ha rinunciato a una stoccata: i magistrati, ha osservato, contestano spesso le leggi, talvolta “in modo anche violento”, e non possono quindi lamentarsi ogni volta che la politica critica le sentenze. Un invito alla moderazione accompagnato, ancora una volta, da una rivendicazione delle prerogative del governo.









