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di Stefano Pagliarini

today.it, 28 ottobre 2022

Pene alternative per i detenuti e stipendi più alti alla polizia. “Massimo sforzo per migliorare la situazione” ha detto il ministro della Giustizia. Il neo ministro della Giustizia del governo Meloni Carlo Nordio non ha dubbi su quale sia la priorità del Paese: le condizioni delle carceri, intese come infrastrutture, condizione dei detenuti e del corpo della polizia penitenziaria. È infatti proprio oggi, in occasione della presentazione del calendario della polizia penitenziaria all’Università Roma Tre, che il Guardasigilli ha detto: “La certezza della pena, che è uno dei caposaldi del garantismo, prevede che la condanna debba essere eseguita ma questo non significa solo carcere e soprattutto non significa carcere crudele e inumano. Sarebbe contro la Costituzione, contro i principi cristiani e sarebbe anche contro l’utilità perché un detenuto deve essere aiutato nel suo recupero. Oggi ci sono molte opzioni che possono aiutare questo percorso rieducativo, introducendo lo sport, potenziando il lavoro. Rendendo cioè il carcere, che è un male necessario, più umano”.

Allarme carceri per i numeri dei suicidi - Dunque Nordio, appena insediato, comincerà subito a lavorare su un piano per il recupero di un mondo, quello degli istituti penitenziari, tanto sconosciuto quando abbandonato a se stesso. Lo dicono i numeri dei suicidi. Da tredici anni, non ce ne sono mai stati così tanti come nel 2022. Nel 2009 erano stati 72. Da gennaio a oggi, se ne contano già 66 a cui si sommano altre 60 morti per cause diverse, alcune ancora da accertare. Su questo il ministro di Meloni vuole lavorare, dando subito un segnale. Infatti le sue prime uscite pubbliche del Guardasigilli saranno nelle carceri. Visite simboliche ma utili a tastare un terreno scivoloso.

Nordio non ha mai nascosto di essere un garantista. Chi ha sbagliato non deve restare impunito ma non deve essere condannato un innocente. “Per me essere garantista significa garantire il massimo della presunzione di innocenza ma anche certezza della pena” ha ribadito il ministro, che non vuole smontare tutto il lavoro fatto precedentemente da Marta Cartabia. “Va dato atto alla ministra Marta Cartabia e al capo del Dap Carlo Renoldi di essere stati efficaci. Dedicheremo il massimo sforzo a migliorare ulteriormente la situazione” ha ribadito.

Carlo Nordio nuovo ministro della Giustizia, chi è

Più risorse alla polizia penitenziaria - Insomma il governo di Giorgia Meloni parte da qui, dalla parte più debole e dimenticata dell’intero sistema giustizia italiano. Dai detenuti ma anche dalla polizia penitenziaria, al quale Nordio ha garantito un sostegno non solo in termini di capitale umano ma anche di risorse economiche. “Nel nostro programma c’è il potenziamento delle strutture edilizie e delle risorse umane”.

Quindi più carceri ma serve anche “migliorare anche il trattamento economico” degli agenti penitenziari e di chi lavora nelle carceri “in condizioni veramente difficili”. Anche perché Carlo Nordio le carceri le conosce bene. Il suo esordio risale al 1977 quando, come magistrato, è entrato subito nell’ambito del diritto penale come giudice istruttore.

Dopo due anni, e per i successivi quaranta, ha lavorato come Pm. Il carcere lui lo ha vissuto nel momento più buio della repubblica, dal 1979 al 1982, quando indagava sulla colonna veneta delle Brigate rosse. Ci ha perfino dormito in carcere, come ha raccontato lui stesso in un simpatico siparietto durante il convegno.