di Guido Tortorelli
Corriere della Sera, 20 luglio 2023
Il ministro risponde alle accuse nel question time alla Camera: “Nel programma di riforme non vi è traccia di modifiche alla disciplina del concorso esterno in associazione mafiosa”
“Sconcerto e sdegno”. Sono queste le sensazioni provate dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il quale ha replicato alle ultime accuse ricevute da “qualcuno che mi ha definito favoreggiatore della delinquenza mafiosa”. Il ministro è tornato così sulle ipotesi di modifica al reato di concorso esterno in associazione mafiosa rispondendo oggi a una interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle. “Il problema è sorto a causa dell’incertezza applicativa del concorso esterno, tanto che la Cassazione a suo tempo ha cambiato indirizzo”, ha ricordato Nordio in relazione alle sue recenti dichiarazioni rilasciate alla vigilia delle celebrazioni per la ricorrenza della morte di Paolo Borsellino.
Il Guardasigilli ha poi aggiunto come le sue considerazioni sulla necessità di una normativa ad hoc sul concorso esterno “miravano di conseguenza ad eliminare incertezze future - ha detto ancora- costruendo uno strumento anche più efficace di quello attuale nella repressione delle associazioni criminose e di chi, in un modo nell’altro, vi fa parte”.
L’idea di Nordio di rivedere il reato di concorso esterno in associazione mafiosa ha visto divisioni nella maggioranza, con Forza Italia schierata a favore e la Lega che, con Matteo Salvini, frenava. Anche il sottosegretario Mantovano aveva espresso cautela (“non è il momento”). Linea confermata nei giorni scorsi anche dalla premier Meloni, la quale aveva ribadito: “Capisco molto bene sia le valutazioni che fa il ministro Nordio, che sono sempre molto precise, sia le critiche che possono arrivare. Mi concentrerei su altre priorità”.
Oggi, dunque, l’ulteriore precisazione dell’esponente di governo: “Nel programma di riforme annunciato da questo governo non vi è traccia, ne avrebbe potuto esserci, di modifiche della disciplina del concorso esterno in associazione mafiosa. Non fa parte del programma governativo: non c’è, non esiste e non sarà fatto”.
Ma per il ministro non vi è alcun affievolimento nel contrasto alla criminalità organizzata, “non potrebbe essere altrimenti, principalmente da parte di un ministro che vi ha dedicato la parte più importante della propria funzione di magistrato”. Da qui il suo augurio finale: “È con questo sentimento di commossa rievocazione del collega Paolo, e delle altre vittime della violenza stragista, che auspico che questa polemica sterile oggi si chiuda”, ha terminato Nordio.
La reazione - Immediata la risposta del leader del M5S, Giuseppe Conte: “Mi dicono che Nordio si è rimangiato tutto - ha esordito il pentastellato. Aveva detto che voleva rivedere il concorso esterno in associazione mafiosa, Meloni aveva dichiarato semplicemente che non era tra le priorità ma non l’aveva affatto escluso, poi lei aveva ritrattato dicendo che non è nel programma di governo. Oggi anche Nordio è costretto a farlo. Hanno chiarito che non è nel programma. Su questo punto possiamo ritenerci soddisfatti - ha concluso Conte - perché è un tema che non è soggetto a discussione”.










