di Sara Occhipinti*
altalex.com, 20 febbraio 2023
Il Ministro della Giustizia ha annunciato l’intenzione di aprire un tavolo tecnico con l’avvocatura per le modifiche ai decreti attuativi della riforma Cartabia. Tra le possibili novità la modifica della legge sulla prescrizione.
Si sono riunite a Ferrara il 10 febbraio scorso le Camere penali italiane, per inaugurare l’anno giudiziario con un convegno dal titolo “Giusto processo, pena, prevenzione, prescrizione. Idee per una stagione di riforme liberali della giustizia Penale”. Ha preso parte all’evento anche il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, sebbene non di presenza, per i troppi impegni istituzionali, ma con un videomessaggio.
Una confidenza privata del Ministro, che racconta di provenire da una famiglia di avvocati, fa da primo spunto per rassicurare i penalisti riuniti a Ferrara, sulla sensibilità del Guardasigilli verso il tema del riconoscimento del ruolo dell’avvocato in un sistema democratico. L’avvocato, ricorda Nordio, deve essere parte della triade che costituisce l’unità della giurisdizione.
Entrando sui temi della Riforma, il Ministro tranquillizza che il programma del suo Governo, presentato alle Camere, coincide già in gran parte con le proposte dell’avvocatura. Sarebbe irriverente, dice il Guardasigilli, anticipare nel merito i disegni di legge, ma le proposte sono già in fase di elaborazione e saranno oggetto delle prossime iniziative.
Nordio esprime comunque la necessità di aprire con l’avvocatura un tavolo tecnico sui decreti attuativi della Riforma Cartabia, che pur andando nella giusta direzione, sono caratterizzati da limitazioni, imputabili, secondo il Ministro, alla debolezza della coalizione che sosteneva il precedente Governo. Si dice fiducioso che invece, la solidità del Governo Meloni e la compattezza della maggioranza consentano di varare ed attuare le Riforme, che arriveranno in tempi compatibili ciascuna con il proprio contenuto, tenendo presente che la modifica di una norma costituzione esige ovviamente più tempo che la modifica di una norma del codice.
Il Guardasigilli ha ribadito in formule sintetiche la concezione del diritto penale del suo Governo: non lasciare impunito il delitto, non punire l’innocente e non sottoporlo ad un processo inutile e costoso, rispettare il principio di ragionevole durata del processo senza incidere sulle garanzie processuali. In questa cornice valoriale, il Ministro accenna l’intenzione di metter mano alla legge sulla prescrizione, che ha introdotto l’improcedibilità agendo invece su un istituto di diritto sostanziale.
Nordio tocca anche il nodo della separazione delle carriere, come punto importante del programma di Governo, auspicando di poter intervenire sul tema senza che si formino pregiudizi ideologici e competitività. Infine egli affronta il tema dell’esecuzione della pena, che deve essere effettiva ma anche giusta ed equilibrata e tendere alla rieducazione del detenuto come chiede la Costituzione.
Un passaggio sul quale il Guardasigilli chiede la collaborazione dell’avvocatura è quello della fase che segue l’esecuzione della pena, e dunque il momento del reinserimento sociale del detenuto. Nordio cita a riguardo l’esperienza promossa dalla Prof.ssa Severino che ha istituito una fondazione dedita a trovare lavoro a chi è uscito dal carcere. Si dice favorevolmente sorpreso dalle attività “addirittura artistiche” oltre che produttive che ha potuto recentemente conoscere all’interno del carcere di Rebibbia e pur lodando il valore del lavoro in carcere come aiuto alla rieducazione, ribadisce che questo sforzo non è sufficiente se poi non ci si attiva al reinserimento del condannato nella società dopo l’espiazione della pena.
*Avvocato











