di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 24 marzo 2025
Il ritorno dell’ipotesi della “legge bavaglio” per i magistrati in una risposta del ministro a una interrogazione parlamentare di Gasparri. Parodi: “Stupore e amarezza”. “Apprendo con stupore e amarezza che il governo avrebbe intenzione di introdurre un illecito disciplinare delineato con una formula estremamente indeterminata. Ciò verrebbe a costituire un inquietante monito rispetto allo svolgimento delle attività quotidiane e della vita di relazione dei magistrati”. Così il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi interviene sull’ipotesi di sanzioni per comportamenti inopportuni dei magistrati, contenuta nella risposta del ministro della Giustizia Carlo Nordio a un’interrogazione parlamentare del senatore Maurizio Gasparri.
Nel documento il ministro definisce “assai inopportune le partecipazioni dei magistrati a convegni in sedi di partito come pure l’astensione del 27 febbraio scorso, indetta dall’Associazione nazionale magistrati contro il disegno di legge costituzionale che riforma la magistratura”.
“Nell’attesa di una conferma ufficiale di tale notizia e delle valutazioni che gli organi dell’Anm effettueranno, - aggiunge Parodi - devo esprimere mia personale preoccupazione per una scelta che - ove confermata - troverebbe certamente contrari, ritengo, tutti i gruppi della magistratura associata. L’Associazione nazionale magistrati in ogni caso saprà farsi interprete delle esigenze e delle sensibilità dei colleghi su questo delicato tema e confido che il Governo vorrà tenere conto delle indicazioni che la stessa Anm potrà esprimere”.
Torna dunque d’attualità un progetto in precedenza accantonato dal governo che intendeva inserire nel decreto legge giustizia, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 29 novembre, un articolo che prevedeva l’avvio dell’azione disciplinare per i magistrati che non si astengono dai procedimenti “quando sussistono gravi ragioni di convenienza”. Una misura ribattezzata “legge-bavaglio” dall’opposizione e dall’Anm che protestarono contro il provvedimento, poi stralciato dal decreto ed accantonato.











