sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Luigi Nicolosi

Il Mattino, 19 ottobre 2025

Un lungo applauso per Sigfrido Ranucci. La notte bianca della giustizia inizia con un tributo al conduttore di “Report” vittima pochi giorni fa di una gravissima intimidazione. Poi un concetto ribadito senza esitazione dai vertici dell’Associazione nazionale magistrati: l’urgenza di tutelare la libertà di stampa e di espressione, oltre alla centralità della Costituzione. Un dibattito vivace, quello che ha preso vita ieri pomeriggio nella sala Arengario del tribunale di Napoli in occasione della “Giornata della Giustizia” promossa dal distretto partenopeo dell’Anm - ad aprire i lavori il presidente Claudio Siragusa - e che ha visto la partecipazione, oltre che di magistrati e avvocati, anche di esponenti del mondo della cultura, tra cui la cantante Fiorella Mannoia e la scrittrice Viola Ardone, e di tanti studenti.

Tra i relatori il procuratore capo Nicola Gratteri, la procuratrice minorile Patrizia Imperato, i giornalisti Giovanni Floris e Massimo Giannini, in un confronto moderato dalla caporedattrice di “Repubblica” Conchita Sannino. Proprio il capo dei pm napoletani, a margine del convegno, ha voluto ricordare l’importanza del “confronto con i giovani sul tema della Costituzione”. Gratteri non si è tirato indietro quando gli è stato chiesto di commentare le parole del ministro della Giustizia in merito all’inopportunità di organizzare un comitato del “no” alla riforma della giustizia all’interno del tribunale: “Nordio dice tante cose, salvo poi essere smentito dalla storia e dai fatti”. Sempre il procuratore capo, replicando alla posizione del guardasigilli a proposito del richiamo al Csm a vigilare sul turn over dei giudici nei maxi-processi, ha evidenziato: “Nei processi di mafia il cambio di collegio non prevede una rinnovazione dibattimentale, dunque non c’è perdita di tempo”. Un riferimento alla recente decisione dei vertici del tribunale di Napoli di “accelerare”, con una fitta serie di udienze settimanali, l’iter processuale che da tre anni vede in aula presunti boss e colletti bianchi del clan Moccia e che in piena estate ha portato a una raffica di scarcerazioni per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare: “Non posso stare zitto davanti a queste cose e non posso assuefarmi”, la conclusione tranchant di Gratteri.

Sul tema e sulla centralità della giustizia ha invece fatto leva la presidente della Corte di appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, definendola “un pilastro della nostra democrazia, che promuove la pace, tutela i diritti, sanziona le violazioni, ma è anche luogo di rieducazione e rinascita”. Covelli ha richiamato i principi della Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: “La Costituzione - ha affermato - non è solo un insieme di norme, ma un patto morale e civile nato dalle macerie della guerra per garantire che nessuno venga più privato della propria libertà e umanità. È una Carta concreta che impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza sostanziale dei cittadini”. La presidente ha quindi citato alcuni progetti concreti, come il coinvolgimento di detenuti nei servizi amministrativi del Palazzo di Giustizia e la riapertura del teatro di Nisida, dedicato a Eduardo De Filippo, “esempi di come la cultura e il lavoro possano restituire dignità e speranza, trasformando luoghi di pena in spazi di crescita e rinascita”.

Spazio anche alla piaga della violenza di genere: “Una ferita profonda al patto di civiltà”. Sugli atti criminali che ancora lacerano la nostra società si è focalizzato il procuratore generale Aldo Policastro: “Quando un giornalista come Sigfrido Ranucci vede saltare in aria le sue auto, è il segnale terribile di un momento terribile”, aggiungendo che “oggi, checché ne dica la Costituzione che ci indica la strada democratica ed antifascista segnata dalla Resistenza, c’è odio e rancore che traspare nelle istituzioni, nelle scuole, tra ragazzi e adulti e nel dibattito pubblico”. Ed è ai giovani che si è rivolta la cantautrice Fiorella Mannoia: “Vedendo così tanti ragazzi, sento di rivolgere loro le mie scuse. Gli stiamo consegnano un mondo difficile e complicato”. Al termine dei lavori, la presentazione del comitato promotore per il “no” alla riforma costituzionale della giustizia.