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di Marco Benvenuti


La Stampa, 10 dicembre 2021

 

Una storia che ha più di dieci anni. La "Giustizia riparativa", a Novara, ha intrapreso il suo cammino nel 2009 su impulso dell'associazione di volontariato "La logica del cuore" di San Rocco. Nel 2014 è stato firmato un primo protocollo per la costituzione di un tavolo di concertazione e l'organizzazione di un percorso di formazione per mediatori penali, seguito da specifici incontri di formazione. Stamattina in Municipio si è dato un ulteriore impulso al percorso firmando un aggiornamento del "Protocollo di intesa per la Giustizia riparativa", che vede coinvolti numerosi enti ed associazioni fra cui la Procura dei minori di Torino, la Procura ordinaria di Novara, l'Ufficio interdistrettuale esecuzione pene esterne di Torino e la sua sede di Novara, l'Ordine degli avvocati, cui si è aggiunto lo scorso anno l'associazione "Studi e ricerche di psicologia giuridica" presieduta da Marilinda Mineccia, ex procuratore della Repubblica, presente alla firma assieme al suo successore, Giuseppe Ferrando.

"L'attività legata alla Giustizia riparativa oggi più che mai ha acquisito un significato importante per la nostra città - spiega il sindaco Alessandro Canelli. Nel gennaio di quest'anno abbiamo aderito al "Protocollo d'intesa per l'attuazione di interventi di Giustizia Riparativa e di giustizia di comunità" della Regione Piemonte, che prevede il sostegno alla realizzazione degli interventi attraverso la sensibilizzazione dei servizi socio-assistenziali, socio-culturali, delle istituzioni scolastiche e dei servizi sanitari specialistici".

Lo scorso anno il Centro di Giustizia riparativa di Novara, che ha sede in corso Cavallotti 23 presso i Servizi sociali del Comune, ha seguito una trentina di mediazioni, di cui 11 riguardanti persone minorenni.