di Marco Benvenuti
La Stampa, 19 settembre 2026
Il 29 si terrà un convegno proposto dagli avvocati nella sala dell’Ordine professionale. “La situazione delle carceri sta diventando intollerabile. Dall’inizio dell’anno in Italia abbiamo avuto 46 suicidi e altre 110 morti per altre cause: sono persone affidate allo Stato. Non si può non pensare a forme alternative di esecuzione della pena”. È l’auspicio lanciato ieri, giovedì, dal presidente della Camera penale di Novara, l’avvocato Federico Celano, assieme ai colleghi del direttivo, alla vigilia di un evento nazionale sul tema, in programma questo sabato a Firenze, e di un’iniziativa locale che si terrà martedì 29 settembre nella sala dell’Ordine per discutere della situazione novarese.
Si tratta del convegno “Carcere. Com’è, come lo vorremmo”, cui parteciperanno come relatori Marco Sorbara, consigliere regionale della Valle d’Aosta, ideatore del progetto “La Gabbia-4 passi per 2”, che ha sperimentato in prima persona il problema degli errori giudiziari essendo stato assolto nel 2021 dopo 909 giorni di arresti; Nathalie Pisano, garante cittadino dei detenuti, e Bruno Mellano, già garante regionale dei detenuti del Piemonte protagonista di molte campagne per migliorare le condizioni degli istituti di pena.
“Là dentro manca tutto” -Doveva esserci anche il direttore della casa circondariale di Novara, Mario Peraldo, arrivato pochi mesi fa. Ma, comunica Celano, “abbiamo saputo da poco che è stato destinato ad altro incarico. Ancora una volta a Novara c’è un avvicendamento di direttore. Ci dispiace perché proprio di recente era stato avviato un dialogo ed erano state pensate a iniziative concrete, fra cui i dieci ventilatori che la Camera penale ha mandato quest’estate di caldo estremo. In carcere manca davvero tutto, e quello era un primo passo per essere d’aiuto a chi è detenuto”.
“Che ne sarà del 41 bis?” - Secondo gli avvocati novaresi, la politica deve ripensare al momento di esecuzione della pena, a misure alternative come i domiciliari e la messa alla prova, così da superare le condizioni di criticità. E, per quanto riguarda in particolare Novara, “bisogna ridisegnare la struttura. Abbiamo l’ex femminile bloccato da anni, con una proposta di creazione di presidio sanitario psichiatrico pendente da decenni. C’è poi tutto il comparto “41 bis” smantellato a giugno, col trasferimento dei condannati a Vigevano. Vogliamo sapere che ne sarà di quell’area, tenuto presente che vi erano celle con una particolare conformazione”. Se ne parlerà sicuramente il 29 settembre.









