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di Roberto Lodigiani

La Stampa, 2 gennaio 2026

Nei giorni scorsi la visita della delegazione di Radicali e Giovani democratici: la sezione ordinaria accoglie 93 detenuti, altri 68 in quella del regime duro 41 bis. Esclusi i 68 detenuti in regime di “41 bis”, il carcere duro, i 93 ospiti della sezione ordinaria della casa circondariale di via Sforzesca il 29 dicembre hanno avuto modo di incontrare la delegazione di Europa radicale, associazione radicale Adelaide Aglietta, Giovani Democratici.

“La direttrice Annamaria Dello Preite con il comandante del reparto di polizia penitenziaria, la responsabile dell’area trattamentale Elisabetta Sebastiani, la Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà Nathalie Pisano - spiega Igor Boni, presidente di Europa radicale - ci hanno accompagnati durante la visita della struttura di detenzione di Novara. Il sovraffollamento in via Sforzesca non è particolarmente accentuato. Le celle sono da quattro posti e in alcuni limitati casi sono state inserite 5 persone”.

La delegazione ha avuto accesso alla tipografia e alla lavanderia: “La realtà del carcere di Novara rappresenta un’eccezione nel panorama degli istituti di pena piemontesi - sottolinea Giovanni Oteri, dell’associazione radicale Adelaide Aglietta -. Il moderato sovraffollamento è abbinato alle attività lavorative interne a disposizione dei detenuti come la tipografia e la lavanderia”. Una sofferenza sentita riguarda l’organico del reparto della polizia penitenziaria: “Rispetto ai 166 agenti previsti dalla pianta organica - precisa Igor Boni - risultano assenti 30 agenti. Il personale in servizio non va oltre le 136 unità”. Da Europa radicale e dall’Associazione Radicale Adelaide Aglietta è stato reindirizzato al presidente della Regione Alberto Cirio l’invito a visitare tutte le carceri del Piemonte.

Il neo segretario dei Giovani democratici novaresi Elia Impaloni: “Questa è la quinta visita al carcere di Novara, dal settembre 2024. Continueremo nel 2026, occupandoci anche del settore minorile analizzando il lavoro di ricerca realizzato dal novarese Filippo Gambini”. La consigliera comunale Cinzia Spilinga preannuncia un’interrogazione per “incentivare la città a trovare soluzioni abitative a favore dei detenuti che escono dalla casa circondariale e non trovano alloggi in affitto per poter consolidare il percorso rieducativo avviato tra le mura del carcere”.