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di Marco Benvenuti

La Stampa, 3 agosto 2026

Col caldo estremo di questi giorni anche un ventilatore può fare la differenza. Le temperature estive opprimenti continuano a gravare sugli istituti penitenziari italiani, e la casa circondariale di via Sforzesca a Novara non fa eccezione. Tra cemento, spazi ristretti e criticità strutturali, la gestione dell’ondata di caldo è diventata una vera e propria emergenza per la popolazione detenuta, e non solo. In questo contesto di forte disagio, la Camera penale di Novara ha deciso di intervenire con un’azione concreta e immediata, acquistando e donando dieci ventilatori destinati alle sezioni più esposte all’afa.

Il punto con il presidente dei penalisti - Dice l’avvocato Federico Celano, presidente dei penalisti: “Le criticità del carcere sono note. Con questo piccolo ma concreto gesto abbiamo voluto offrire un sollievo immediato a chi vive negli spazi più caldi dell’istituto, ribadendo al contempo l’attenzione della nostra associazione verso la dignità della pena, come previsto dall’articolo 27 della Costituzione”. L’iniziativa, promossa e interamente finanziata dalla Camera penale (analoghe iniziative sono state fatte in questi giorni a Modena, Arezzo, Grosseto, Avellino, nelle Marche), è stata concordata con la direzione della struttura, che ha già provveduto a distribuire i dispositivi nei punti dove il surriscaldamento ambientale risulta più critico.

Cento detenuti nel circuito ordinario - Attualmente l’edificio di via Sforzesca ospita circa cento detenuti nel circuito ordinario, costretti a convivere con impianti spesso malfunzionanti, se non del tutto assenti. Non c’è più la sezione 41 bis, chiusa a giugno col trasferimento dei detenuti a Vigevano. “Continueremo a monitorare le condizioni detentive - aggiunge l’avvocato Celano - e a sollecitare le istituzioni competenti affinché intervengano in modo strutturale”. I penalisti rinnovano infatti l’invito alle istituzioni locali e nazionali a un impegno concreto per il miglioramento delle condizioni di vita nell’istituto penitenziario del territorio, e garantisce la propria attenzione all’appello di recente lanciato dal garante comunale dei diritti delle persone private della libertà, Nathalie Pisano, sul destino degli spazi lasciati liberi nell’area un tempo riservata ai detenuti del 41 bis.

Il sostegno del garante Nathalie Pisano - Proprio il garante Pisano conferma la difficile situazione di questi giorni: “Teniamo presente che le celle sono dei cubi di cemento. Ma il problema non è solo per i detenuti: penso anche ai dipendenti della casa circondariale, agli agenti della penitenziaria. Vivono tutti nelle stesse condizioni. Anche il cortile è in cemento, la situazione non cambia di molto rispetto all’interno. Fra l’altro la stessa ora d’aria, a causa dell’ondata di caldo, è stata spostata e modulata in momenti più consoni della giornata”.