di Marco Benvenuti
La Stampa, 2 settembre 2026
Ancora pochissimi posti: la rappresentazione sarà venerdì 11 e sabato 12 a Novara. Il carcere diventa palcoscenico della città, luogo in cui portare in scena le voci di chi quella realtà la vive ogni giorno. Succede grazie a “Le notti di Cabiria”, rassegna organizzata da Cabiria Teatro che, oltre a fare teatro nelle periferie o in spazi suggestivi di Novara, torna in luoghi inconsueti come la casa circondariale. In collaborazione con la direzione, e il sostegno della Fondazione Bpn e del Comune, venerdì 11 e sabato 12 settembre alle 17 in via Sforzesca andrà in scena lo spettacolo “Abbracciare una stella”. Ci sono ancora pochissimi posti a disposizione per il pubblico esterno: si può provare a scrivere a
Progetto di quattro anni - Lo spettacolo è frutto di un progetto iniziato già tre anni fa, cresciuto stagione dopo stagione. E quest’anno con una novità: il testo rappresentato è stato ideato da due detenuti. “Uno degli obiettivi più grandi quando si realizzano progetti sociali e culturali - dicono Elena Ferrari e Mariano Arenella, direttori artistici della rassegna - è quello di mettersi da parte e guardare il progetto andare avanti da solo. Questo è successo ora, nel quarto anno di attività coi detenuti, e terzo anno di laboratori teatrali, durante il quale abbiamo lavorato su un testo da loro scritto, in cui hanno voluto raccontare la vita dietro le sbarre, errori, voglia di riscatto, gli spazi fisici e mentali nei quali progettare un futuro migliore”.
L’impegno dei detenuti - I detenuti si sono occupati di tutto, anche delle scenografia: hanno addirittura ricreato la cella in cui vivono quotidianamente. Alcuni saranno tecnici a mixer e luci. “L’impegno dimostrato in questa realizzazione dimostra ancora di più come in carcere ci siano persone di talento, risorse che la società non può permettersi di sprecare”. Sulla trama, Ferrari e Arenella non vogliono rovinare la sorpresa: “Ci sono scene toccanti e al centro c’è la ricerca della verità. Si parte da una storia di ludopatia, con un uomo che chiede soldi a un amico, poi li va a giocare e quando esce viene coinvolto suo malgrado in un omicidio”. Il direttore della casa circondariale, Mario Peraldo: “Il carcere può essere parte della comunità ed è bello che uno spettacolo in scena al nostro interno sia inserito nel cartellone di una stagione teatrale. Così riusciamo a valorizzare anche le competenze dei detenuti: dodici quelli che partecipano al progetto, tirando fuori il meglio di loro”. Il tutto, sottolinea l’assessore ai Servizi sociali Teresa Armienti, “tenendo presente che sono cittadini che dopo aver scontato la loro pena torneranno in società”. Al fine rieducativo punta il sostegno della Fondazione Bpn: “Chi sconta una pena - dice il presidente Franco Zanetta - deve farlo con una prospettiva: la rieducazione è importante perché previene eventuali recidive”.
A ottobre al Coccia - Non finisce qui. Il trenta ottobre alcuni detenuti potranno uscire dal carcere di via Sforzesca per calcare il palcoscenico del teatro Coccia: le “Notti di Cabiria” chiudono con “Romeo e Giulietta opera ibrida”, allestimento andato in scena lo scorso anno proprio alla casa circondariale. Due le repliche: la mattina per le scuole, la sera per tutta la cittadinanza.









