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di Maria Bella


livesicilia.it, 4 agosto 2019

 

Da giorni attende un farmaco per curare un insidioso batterio che lo ha attaccato allo stomaco ma manca l'autorizzazione dell'istituto penitenziario. Questa la denuncia dell'avvocato Ernesto Pino, che parla di gravi inadempienze ai danni del proprio assistito. Non si tratta di un detenuto qualunque. Ad aver contratto il batterio è Antonino Cintorino, boss dell'omonimo clan operante a Calatabiano, rinchiuso da anni al regime di 41 bis nel carcere di Novara.

Il batterio se non curato adeguatamente rischia di diventare pericoloso. Questa la preoccupazione dei familiari del detenuto che dopo aver procurato il farmaco, che l'istituto penitenziario non era riuscito a rinvenire in commercio, hanno chiesto che fosse somministrato al congiunto.

Dopo una prima richiesta inoltrata dalla titolare della farmacia presso cui è stato recuperato il farmaco, è stato l'avvocato Pino, come chiesto dalla struttura carceraria, ad inoltrare a fine luglio un'istanza di autorizzazione all'invio, presso l'area sanitaria del penitenziario, di due flaconi di farmaco, necessari per una cura di 15 giorni.

"Poiché il batterio in questione è un carcinogeno di prima classe - si legge nell'istanza inviata dal legale - ed è stata dimostrata una relazione diretta tra infezione e tumore allo stomaco, è di estrema importanza eradicare il batterio al più presto, motivo per il quale resto in attesa di cortese e, soprattutto, sollecita risposta". Ma ad oggi la domanda sembra essere caduta nel vuoto. Dopo giorni di inutile attesa l'avvocato Pino prepara nuove azioni.

"Non avendo ricevuto alcuna risposta dall'istituto penitenziario - spiega il legale - invierò una denuncia al Garante nazionale e regionale dei diritti delle persone detenute ed al magistrato di sorveglianza. Mi riservo, inoltre - conclude Ernesto Pino - di presentare una denuncia anche ai carabinieri".