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di Claudio Bressani

La Stampa, 31 gennaio 2025

Ieri la commissione ad hoc di Palazzo Cabrino: sovraffollamento sotto controllo e corsi di formazione professionale. Un istituto piuttosto piccolo (170 detenuti a ieri), con qualche criticità strutturale ma anche un buon ventaglio di opportunità di formazione e lavoro. Le luci prevalgono sulle ombre nel ritratto fornito ieri in commissione da Nathalie Pisano, garante comunale dei detenuti, nominata dal Consiglio comunale 11 mesi fa. Da quando la figura è stata istituita nel 2017 per la prima volta il garante si presenta a riferire la situazione. La commissione è stata chiesta dalle minoranze dopo l’approvazione all’unanimità, il 30 ottobre, di una mozione per “attivare iniziative concrete volte a migliorare le condizioni della popolazione detenuta”. Una delegazione Pd il 21 gennaio ha anche visitato la struttura di via Sforzesca.

Anzitutto i dati: la capienza regolamentare è 156, dunque il sovraffollamento è minore che altrove. I reclusi sottoposti al regime d’isolamento del 41-bis sono 71, per cui quelli ai quali si possono destinare le attività sono un centinaio, ma di fatto solo metà perché gli altri restano a Novara per periodi brevi. Gli stranieri sono il 50%. In pianta organica gli agenti sono 176, in servizio 160, più i 40 del Gom, dedicati alle sezioni 41-bis. Gli educatori sono due, un terzo posto è scoperto.

In carcere, hanno elencato Pisano e l’assessore alle politiche sociali Teresa Armienti, sono attivi corsi di alfabetizzazione d’italiano e inglese, di formazione professionale gestiti da associazioni per addetti alle pulizie, giardinaggio, tecnico audio-luci, tecnico veterinario. Si tengono laboratori di teatro e scrittura creativa. Funziona una tipografia interna ed è stato finanziato dal Pnrr il progetto per realizzare un panificio. Nel 2024 si sono svolti laboratori di giustizia riparativa che hanno coinvolto qualche decina di detenuti. Cinque sono stati impiegati nei cantieri di lavoro esterni, mentre il protocollo con Assa e Atc è fermo perché gli agenti per la sorveglianza scarseggiano.

Sul fronte del personale Pisano ha rilevato carenze di mediatori culturali e psicologi. Su quello strutturale ha riferito due importanti novità: “È stato approvato un progetto da un milione per recuperare la palazzina dell’ex sezione femminile, in disuso da 20 anni, in cui ricavare una nuova infermeria al posto dell’attuale, al primo piano senza ascensore; inoltre la Diocesi per il Giubileo finanzia una tensostruttura esterna da realizzare accanto al campo sportivo per attività educative e ricreative”. Dalla commissione è venuta la richiesta di istituire anche a Novara un “tavolo carcere” in cui tutti i soggetti istituzionali possano coordinarsi e fare rete.