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di Filippo Massara

La Stampa, 11 febbraio 2026

Novara, il progetto di “Sport senza frontiere” e fondazioni Cariplo e De Agostini. In carcere lo sport diventa un’opportunità di riscatto e interazione, oltre che di promozione del benessere psicofisico. Alla casa circondariale di Novara è stato avviato il progetto “Gioco di squadra” che coinvolge i detenuti in attività fisiche guidate da istruttori qualificati, educatori e psicologi. L’iniziativa di durata per ora biennale è promossa da “Sport senza frontiere” e coperta a livello economico da Fondazione Comunità Novarese, attraverso il bando “Assistenza e cura” con risorse di Fondazione Cariplo e da Fondazione De Agostini per un valore complessivo di 54 mila euro.

“La proposta è aperta a tutti in maniera volontaria - dice il coordinatore Davide Malagrida - e finora ha raccolto un centinaio di adesioni. Il programma settimanale è strutturato in 2 ore di attività negli spazi adibiti a palestra con l’aiuto di attrezzi e altre 2 sul campo da calcio per gruppi di 30 persone”. Non è la prima volta che “Sport senza frontiere” entra in carcere. Con esperienze simili lo ha già fatto a San Vittore e al Beccaria di Milano e a Napoli-Secondigliano. “Inoltre da 4 anni operiamo a Novara - ricorda il presidente Alessandro Tappa - per garantire ai minori l’accesso gratuito allo sport”.

Per Mario Peraldo, direttore del penitenziario, “il nuovo percorso si inserisce nei programmi concepiti per favorire i processi di reinserimento sociale dei detenuti. L’attività sportiva è un’occasione preziosa per la creazione di relazioni personali con valori universali come il rispetto e la lealtà in cui è alto il rischio di emarginazione e sopraffazione”. L’iniziativa, con il supporto dell’area pedagogica, è promossa anche dal garante comunale dei detenuti, Nathalie Pisano: “In un contesto di privazione, è un percorso educativo che rafforza autostima, senso di responsabilità e stare in gruppo”. Le realtà in campo sottolineano inoltre l’efficacia dell’impegno condiviso. “Una delle nostre missioni è creare reti di connessione - avverte Davide Maggi, presidente di Fcn - e la sinergia con Fondazione De Agostini dimostra quanto l’approccio sia essenziale per produrre impatti duraturi”. Il segretario generale di quest’ultima, Marcella Drago, annuisce: “Crediamo nelle alleanze per moltiplicare risorse e competenze”.