di Paqujto Farina
newsarde.it, 28 febbraio 2026
Il Consigliere Regionale Giuseppe Talanas: “Dobbiamo respingere l’idea di trasformare i nostri istituti di pena in carcere dedicato”. “Durante i lavori del Consiglio Regionale sul trasferimento in Sardegna di detenuti con regime di 41 bis è emersa una ferma opposizione, magari esposta con argomentazioni e prospettive diverse; una condanna unanime a fare della Sardegna un’area di concentramento per carcere duro d’Italia. Cosa ancora più grave dobbiamo respingere l’idea di trasformare i nostri istituti di pena in “carcere dedicato”.
“Le mie analisi su questa delicata materia si basano sul concetto che la pena inflitta deve essere sempre e comunque rieducativa e di recupero sociale del condannato -ha detto -. E come può iniziare questo percorso? Di certo non privando il condannato degli affetti più importanti, ovvero non allontanandolo dalla propria famiglia. Se il carcere nuorese di Badu e Carros viene destinato totalmente al 41 bis è evidente che si pone un problema. Tutti gli altri detenuti, infatti, dovranno essere trasferiti in altri carceri, che saranno obbligatoriamente molto lontani in quanto anche gli altri istituti di pena sardi saranno sovraffollati.”
Per il Consigliere Regionale di Orune, che svolge l’attività professionale di avvocato penalista, “verrà leso, inoltre, quel diritto alla difesa del detenuto che è garantito dalla nostra Carta Costituzionale. Senza considerare poi che stuoli di avvocati dovranno sobbarcarsi ulteriori disagi per raggiungere i loro assistiti. Chilometri e chilometri, magari anche verso il Continente, riducendo in maniera determinate le possibilità di interlocuzione con i propri clienti. Cediamo di fatto le nostre strutture carcerarie a chi viene da fuori della Sardegna, penalizzando ulteriormente i nostri detenuti che verranno trasferiti molto lontano dalle loro famiglie e dal loro territorio.”
“Ma non solo. Questo genererà inoltre tante problematiche a latere -ha aggiunto Talanas -. Ad esempio per gli agenti di polizia penitenziaria, che sorvegliando i detenuti al 41 bis saranno obbligati a rotazioni, allontanandoli dal carcere dove attualmente prestano servizio e trasferiti in altre strutture. Lascio a voi immaginare i disagi per questi lavoratori del sistema carcerario che, dopo anni ed anni di servizio si erano meritati un legittimo avvicinamento alla loro terra e si sono costruiti una famiglia e il loro futuro in questo territorio.”
“L’altro aspetto è quello delle infiltrazioni mafiose che l’applicazione di questa norma comporterà; un fenomeno che non dobbiamo assolutamente trascurare. È necessario non solo capire, ma prevenire eventuali infiltrazioni nel nostro tessuto sociale ed economico perché, inutile rimarcarlo ancora una volta, parliamo di soggetti della criminalità organizzata che ha obiettivi ben precisi e specifici. Per questo - prosegue l’esponente politico -tra tutti mi preoccupa molto il futuro del carcere di Nuoro di Badu e Carros, ubicato praticamente all’interno della cinta urbana, nell’area di maggior sviluppo edilizio residenziale e commerciale dell’intera città.”
“Badu e Carros, in sostanza, ha molteplici e gravi profili di criticità per ospitare detenuti al 41 bis, al seguito dei quali si stanzieranno il loro familiari con l’obiettivo di trasferirvi anche attività economiche. Pertanto non ha importanza se questa battaglia dovrà essere fatta nelle piazze o nelle sedi istituzionali -conclude Giuseppe Talanas -; è determinante che la Sardegna, a tutti i livelli, manifesti la propria contrarietà al trasferimento massiccio di detenuti al 41 bis.”











