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ansa.it, 31 marzo 2022

Si chiama “Giri di boa” ed è un progetto finanziato con il bando “Liberi” dell’Aspal, che punta al reinserimento di 16 persone del Nuorese, sottoposte a misure alternative alla detenzione carceraria. È il primo progetto dei tanti promossi dall’Agenzia regionale per il lavoro, rivolti a persone che hanno subìto una condanna penale e che vede coinvolti la cooperativa Lariso, la Provincia di Nuoro e l’Ufficio di esecuzione penale del ministero di Grazia e Giustizia.

“Liberi è un intervento in cui crediamo molto perché mira a un rafforzamento personale e sociale di persone sottoposte a misure alternative alla detenzione con l’obiettivo di aiutarle a reinserirsi nella società civile - ha detto Maika Aversano, direttrice generale dell’Aspal, nel corso della presentazione del progetto a Nuoro -. Con tutti i partner del Ministero della Giustizia abbiamo avviato questa progettazione che riguarderà in tutta la Sardegna 64 persone.

Quello di Nuoro è il primo che parte del bando “Liberi” e a brevissimo seguiranno anche i progetti della città Metropolitana di Cagliari, provincia del Sud Sardegna, provincia di Oristano e della provincia di Sassari”. “Cominceremo con un tirocinio che durerà 5 mesi e lo faremo con dei laboratori di formazione e inserimento al lavoro - ha spiegato il presidente della Cooperativa Lariso Silvio Obinu - lavoreremo in partenariato col Progetto H di Macomer, sull’uso della parola, sul lavoro di squadra, sulle regole. Poi procederemo a individuare le aziende da abbinare ai destinatari del progetto.

La cosa positiva è che 40 aziende sono disponibili ad accogliere le 16 persone svantaggiate: 12 uomini e 4 donne. Il fulcro del progetto - conclude Obinu - è quello di affermare che non solo le istituzioni e le coop. sociali si devono prendere cura di queste persone, ma tutta la società a cominciare dalle aziende”.