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di Luca Urgu

 

La Nuova Sardegna, 3 ottobre 2019

 

Nel penitenziario barbaricino torna Patrizia Incollu che dovrà guidare anche le carceri di Tempio-Nuchis e Mamone. Il valzer dei direttori delle carceri sarde continua. Peccato che a ballare siano rimasti in pochi e con i piedi, loro malgrado, in più sedi. Nella colonia penale agricola di Mamone torna la direttrice Patrizia Incollu che già si occupava contemporaneamente di altri due istituti non facili: Badu e Carros a Nuoro e Bancali nella sua Sassari. Ora per lei il salto diventa triplo, oltre ad occuparsi di Nuoro e Mamone a giorni sarà destinata a Tempio-Nuchis mentre lascerà Bancali, il carcere sassarese che nei fatti ha aperto quando la nuova struttura è diventata operativa con la chiusura dell'antico carcere all'interno delle mura cittadine di San Sebastiano.

Nel Distretto Sardegna la situazione dei dirigenti si aggrava ancora una volta, rimangono infatti solo 4 Direttori per gestire i 10 penitenziari isolani. Le partenze, in questi giorni la Caterina Sergio (che aveva Mamone e Tempio), come avvenuto in precedenza per Simona Mellozzi, entrambe in distacco dalla penisola, hanno lasciato la Sardegna per raggiungere la nuova sede nella penisola ma nessuna delle due è stata rimpiazzate con i nuovi arrivi. Ovviamente inutile sottolineare che si tratti di un'emergenza che crea gravi falle al sistema penitenziario per il carico di lavoro abnorme rimasto da gestire ai pochi direttori rimasti.

Pierluigi Farci già Provveditore vicario e responsabile dell'Ufficio della Formazione del Provveditorato si occuperà degli Istituti di Massama e Is Arenas, la direttrice Elisa Milanesi approda a Sassari ma manterrà anche di Alghero, Marco Porcu avrà un altro tris di istituti da dirigere Uta, Isili e Lanusei.

Conosce molto bene il problema il provveditore regionale alle carceri Maurizio Veneziano che dal suo ufficio di Cagliari punta il dito sul nodo della questione. "Non si fanno concorsi per direttori titolari dal 1995. Periodicamente si è cercato di tamponare la situazione con l'invio di dirigenti in missione. Stiamo anche pagando lo scotto di una politica di spending review e poi la Sardegna non risulta una destinazione appetibile soprattutto per via dei collegamenti con la penisola. Va anche detto che le procedure di mobilità non sempre hanno gli effetti desiderati e spesso innescano ricorsi e nuovi impasse.

Ci dovrebbe essere un concorso per l'assunzione di 40 dirigenti ma non è stato bandito, ci aspettiamo che venga fatto al più presto. Ovviamente al Ministero e al Dap conoscono bene la situazione di emergenza della Sardegna. C'è una mia fittissima corrispondenza, rafforzata da tanti dialoghi telefonici con il responsabile del personale", spiega Maurizio Veneziano. Anche i sindacati non stanno a guardare e sottolineano che la situazione che si è venuta a creare non sia più sostenibile.

"Il sistema penitenziario isolano rischia il collasso - rimarca Giovanni Villa della Fns Cisl - le nostre denunce, portate avanti puntualmente ogni anno, hanno avuto riscontro da parte dell'amministrazione penitenziaria solo con interventi tampone che sono stati a mala pena sufficienti a tenere a galla il sistema penitenziario isolano. Un sistema che ha retto grazie al costante lavoro della Polizia penitenziaria che ligia al dovere ha collaborato e collabora costantemente con i pochi direttori presenti nel nostro Distretto".

"Tra qualche giorno il Sistema penitenziario isolano, con varie tipologie di reclusi, basti pensare ai detenuti in regime di 41bis, ai detenuti del circuito in Alta Sicurezza, agli internati e così via, rimarrà con quattro direttori e gli stessi ricoprono anche vari incarichi presso il Provveditorato regionale. Una situazione questa che, se non si prenderanno provvedimenti immediati, porterà il sistema penitenziario

al collasso con tutte le gravi conseguenze che ne deriveranno. Oggi un direttore non può andare in ferie, se lo fa perché non ne può fare a meno lascia virtualmente l'incarico agli altri che rimangono. Una situazione a dir poco assurda, unica nel contesto nazionale", conclude Villa.