sassaritoday.it, 9 agosto 2025
Una lettera firmata da un gruppo di detenuti del carcere di Badu e Carros e inviata all’Associazione Luca Coscioni accende i riflettori sulle condizioni igieniche, sanitarie e strutturali dell’istituto penitenziario nuorese. Secondo quanto riportato, l’acqua fornita all’interno della struttura sarebbe di qualità tale da compromettere la preparazione dei pasti, l’igiene personale e la pulizia degli indumenti. A questo si aggiunge - scrive l’Associazione in una nota - un regime alimentare “esiguo”, incapace di soddisfare le esigenze di chi soffre di allergie o intolleranze.
Particolarmente grave, sottolinea il comunicato, la situazione sanitaria: da mesi mancano il dentista e il dermatologo, e “si va avanti con antidolorifici e siringhe”, raccontano i detenuti, mentre l’accesso alle visite specialistiche esterne risulterebbe difficoltoso. La lettera descrive anche un “clima di tensione” legato non solo alle problematiche materiali, ma anche “alla continua pressione degli operatori, a loro volta pressati dall’Ufficio Comando e da un gruppo di viceispettori da poco arrivati”.
L’Associazione Luca Coscioni denuncia come tali criticità rappresentino una violazione delle finalità rieducative e di reinserimento sociale del carcere, aggravata - si legge - dall’assenza di risposte da parte dell’amministrazione penitenziaria e del magistrato di sorveglianza. Una situazione che rischia di peggiorare nei prossimi giorni con la riduzione del personale per le ferie estive. Alla fine del 2024 l’Associazione aveva già acquisito le relazioni delle visite effettuate dalle Asl nei penitenziari sardi. Ma il quadro descritto dai detenuti di Badu e Carros - sostiene - sarebbe “ben più problematico” di quello tracciato dall’Azienda sanitaria di Nuoro, la quale avrebbe fornito “un’esigua documentazione sull’organizzazione dei servizi sanitari, poco aderente al contesto attuale”.
Per questo motivo, l’Associazione invita le autorità sanitarie locali a effettuare un nuovo sopralluogo con particolare attenzione alle segnalazioni contenute nella lettera, e annuncia “ulteriori azioni, anche legali, affinché negli istituti di pena non si ripetano violazioni dei diritti fondamentali, a partire da quello alla salute”.










