La Repubblica, 10 aprile 2024
“Nei versi che scrive la storia del suo riscatto”. Ha 45 anni ed è di San Severo, sarà nel carcere di Badu e Carros fino al 2029. In questi hanno ha scritto anche tre libri fra poesie e la storia del rapporto con suo padre. Ed è stato premiato. Ad attenderlo a casa la moglie e i due figli. Da detenuto a bibliotecario del carcere e autore di tre libri. È la storia di Daniele De Cotiis, un 45enne di San Severo nel Foggiano. Dal 2016 per lui si sono aperte le porte del carcere di Foggia prima e poi di altre carceri italiane. Deve scontare una pena che terminerà, salvo aggiornamenti o modifiche con la pronuncia della Cassazione, nel 2029 per una serie di reati tra cui traffico di droga e truffa. Una storia, la sua, che trova il punto di non ritorno in un periodo turbolento vissuto durante l’infanzia difficile, caratterizzata dall’assenza di modelli educativi e da una solitudine che porta, il più delle volte, a scelte sbagliate.
“Una pena quasi senza fine quella comminata al mio cliente” spiega il suo legale, l’avvocata Federica Iannarelli. A casa ad attenderlo ha lasciato un bambino di appena sei anni, oltre alle due figlie adolescenti e la moglie. “A un certo punto - continua l’avvocata - Daniele ha deciso che quel tempo sospeso tra angoscia e dolore doveva essere trasformato in tempo utile, spendibile per una giusta causa. Si è rimboccato le maniche e con il supporto dei volontari all’interno della casa circondariale di Foggia ha iniziato a studiare e a giugno sosterrà l’esame di maturità”.
Attualmente è si trova nel carcere di Tempio Pausania in Sardegna dove è impiegato come bibliotecario. Dedica cura e pazienza nel riordinare manoscritti e nel sistemare i libri. Gli stessi libri di cui lui è sempre stato innamorato. “Mi ha sempre appassionato la lettura. E più leggevo più crescevano in me sensazioni diverse, strane. Un mix di emozioni che mi ha portato a rivedere le priorità. A dare una rilettura intima alla mia vita. A capire i miei errori, a capire soprattutto le cause che mi hanno indotto a sbagliare” ha confidato Daniele alla sua avvocata.
E dalla passione per la lettura alla scrittura il passo è stato davvero breve. Tre i libri che Daniele ha scritto e pubblicato dal 2016 ad oggi. Il primo Diario di Bordo - raccontarsi all’interno del carcere, dalla Puglia alla Sardegna, da via delle Casermette a Badu ‘e Carros racconta in chiave dolceamara i giorni della reclusione, le storie di chi ha condiviso il suo percorso e la voglia comune di non abbattersi. È seguita poi la pubblicazione del manoscritto intitolato Capitan Larsen che si impone come una denuncia verso un sistema carcerario malfunzionante. L’ultimo, nel 2023 Era solo mio padre. “È un manoscritto davvero emozionante - sottolinea l’avvocata Iannarelli. Quando l’ho letto ho capito che Daniele aveva intrapreso il corretto percorso della rieducazione. Ha saputo rielaborare in chiave autentica i suoi errori”.
“Con questo romanzo - confida Daniele all’avvocata - ho messo nero su bianco il rapporto lacerato con mio padre e da padre mi sono posto tante domande sul futuro dei miei figli che spero di riabbracciare presto e a cui spero di poter essere utile per il futuro. Spero davvero di poterne far parte”. Daniele è anche vincitore del premio letterario nazionale “Emanuele Casalini” con una poesia inneggiante all’amore. In queste settimane sta studiando tanto. Infatti è stato scelto per dialogare con gli studenti delle scuole che fanno visita alle strutture carcerarie nell’ambito di progetti nazionali e descrivere il percorso di rieducazione intrapreso. E poi ore e ore trascorse in cella con la testa sui libri. Lo attende una prova importante e di cui va fiero: l’esame di maturità. “Quando avevo l’età giusta non ho preso il diploma, ritenevo lo studio inutile. Tempo perso. Ora ne sto apprezzando il valore. Valore che cerco di trasmettere ai giovani quando posso”. “Si parla tanto di rieducazione come fine primario della detenzione carceraria - conclude l’avvocata Iannarelli. Daniele è un detenuto su cui questo concetto sta funzionando con risultati enormi”.










