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di Giulia Merlo

Il Domani, 8 giugno 2026

Accesa la competizione per i candidati di legittimità: ci sono Pilla, Ceniccola e Casciaro. Per sperare nell’elezione, ogni gruppo punterà su un solo nome per ognuno dei collegi. Lo sparo del Quirinale ha fatto partire i corridori. Con l’indizione delle elezioni per i togati del prossimo Consiglio superiore della magistratura, fissate per il 25 e 26 ottobre, Sergio Mattarella ha infatti dato il via alla corsa contro il tempo delle correnti per individuare i candidati nei vari collegi, e alcuni nomi sono già definiti. La bocciatura della riforma del consiglio con referendum costituzionale, infatti, ha mantenuto tutto com’è: ovvero, i prossimi 20 consiglieri togati verranno eletti con il sistema elettorale congegnato dalla riforma Cartabia del 2022, di cui è stato necessario fare anzitutto un ripasso.

Il sistema è misto, prevalentemente maggioritario (14 eletti) ma con correttivo proporzionale di 6 eletti e collegi nazionali stabiliti dal ministero della Giustizia divisi in due collegi per eleggere i cinque pubblici ministeri; quattro collegi per i 13 giudici di merito e un collegio unico nazionale per i due magistrati di legittimità. Non solo: la legge ha previsto anche il sorteggio di candidati per completare l’elenco dei candidati per ciascun collegio, se non rispetta l’equilibrio di genere. Infine, i candidati si possono presentare coordinati in una lista, come fanno le correnti, oppure come indipendenti. Ora è partito il conto alla rovescia: il Csm dovrà deliberare le elezioni entro il 25 luglio e, dalla data di deliberazione, scatteranno i 10 giorni per presentare le candidature. Verosimilmente, quindi, tra fine luglio e inizio agosto.

Ogni gruppo associativo si sta organizzando per scegliere i propri “campioni” in ogni collegio, in un mix tra nomi noti, outsider e ritorni. Ritorna Trame, il festival dei libri sulle mafie. Tra gli ospiti il procuratore Melillo, Gratteri e Diego Bianchi La Cassazione Il collegio considerato più di pregio è quello della Cassazione, perché uno dei due consiglieri eletti in quota di legittimità deve essere membro della sezione disciplinare del Csm. Qui i nomi dei candidati per ogni gruppo associativo sono quasi delineati. Le toghe progressiste di Area metteranno in campo Egle Pilla, giudice penale e storico nome del gruppo di cui è stata anche presidente. I moderati di Unità per la Costituzione, invece, puntano su Elisabetta Ceniccola, sostituta procuratrice generale. Più complessa è la situazione tra i conservatori di Magistratura indipendente, che hanno da poco eletto i nuovi vertici dopo le dimissioni del segretario Claudio Galoppi.

Il nome del gruppo dovrebbe essere quello di Salvatore Casciaro, giudice civile ed ex vicepresidente dell’Anm. Esiste però anche un movimento sotterraneo ufficioso dei magistrati vicini al centro studi Livatino, che starebbero lavorando alla candidatura della sostituta procuratrice generale Luisa De Renzis. Da indipendente e in continuità con l’esperienza dell’attuale consigliere Roberto Fontana, invece, dovrebbe correre un altro sostituto procuratore generale, Giovanni Battista Nardecchia, attorno al cui documento di candidatura si sono raccolte quasi duecento firme a sostegno. A questo primo appello si aggiungeranno certamente almeno altri due nomi: uno di Magistratura democratica e uno del comitato Altra Proposta. Comunicazione degli uffici giudiziari, è ancora stallo al Csm. Le toghe progressiste propongono un nuovo testo I metodi di scelta Ogni gruppo si è dato le sue regole per scegliere i candidati nel gioco a incastri che sono i collegi, in particolare per i giudici di merito.

La legge elettorale è diabolica e costringe ogni gruppo a puntare su un solo nome per collegio e concentrare su quello le preferenze. Area, per statuto, utilizzerà il metodo delle primarie, che si svolgeranno a metà giugno e saranno aperte non solo agli iscritti ma anche ai simpatizzanti che decideranno di candidarsi. Nel corso di queste settimane, intanto, si sono svolte numerose assemblee sia nazionali che sui territori per fare emergere le varie disponibilità. Sul fronte dei giudici di merito, i nomi più significativi e dati per probabili sono quelli di Chiara Gallo, Cristina Ornano e Giuseppe Sepe. Altri nomi emersi sono quelli di Francesco Mancini e Ilaria Casu, considerati tra i volti nuovi del gruppo.

Nel collegio dei pm del nord, invece, la disfida potrebbe essere tra due nomi di peso: quelli di due ex presidenti dell’Anm come Eugenio Albamonte e Luca Poniz. L’altra corrente progressista, Md, deciderà tutte le candidature durante il consiglio nazionale del 4 luglio. Unicost ha svolto proprio ieri l’assemblea nazionale e ha confermato alcuni dei candidati: accanto Ceniccola, per il collegio dei pm ci saranno Giuliano Caputo e di Rosalia Affinito, per i giudicanti di merito Alessandra Salvadori, Valeria Ciampelli, Piero Indinnimeo, Daniela Monaco e Filippo Di Todaro. “Candidature frutto di un percorso di responsabilità e condivisione”, ha detto il presidente di Unicost Michele Ciambellini.

Quanto ai conservatori di Mi, quadro dovrebbe chiarirsi definitivamente con l’assemblea nazionale del 14 e 15 giugno, in cui le candidature emergeranno. Altri nomi, infine, verranno indicati lunedì dal comitato Altra Proposta che, come già nel 2022, sorteggerà davanti a un notaio i propri candidati tra un elenco di disponibili. Fino all’ultimo, però, la lista dei candidati per ciascun collegio può essere aggiornata e può riservare sorprese. La corsa è appena partita e al voto mancano cinque mesi, ma sarà soprattutto dal tenore della campagna elettorale e del dibattito interno alla magistratura che si capirà quanto - e in cosa - la vittoria al referendum ha segnato la sensibilità della magistratura, soprattutto di quella associata.