sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Sarah Martinenghi

La Repubblica, 5 dicembre 2022

Il Palagiustizia di Torino accoglierà l’ultima udienza del processo per le bombe di Fossano. Allerta alta dopo la molotov contro Susanna Schlein. I due imputati rischiano l’ergastolo. Appariranno in video collegamento. Alfredo Cospito dal carcere di Sassari dove è recluso nel regime del 41 bis, Anna Beniamino da quello di Rebibbia. Entrambi con i segni evidenti dello sciopero della fame che stanno portando avanti da più di un mese per contestare il regime di carcere duro cui è sottoposto l’uomo. E renderanno spontanee dichiarazioni, nel tentativo di non essere condannati all’ergastolo.

Sarà una giornata decisiva quella di oggi, non solo per i destini dei due anarchici considerati ideologi del Fai (Federazione anarchica informale) - una galassia di cellule eversive che avevano stretto poi alleanze internazionali diventando Fai Fri - ma anche per i risvolti che la decisione potrà avere. Ci saranno infatti misure di sicurezza particolari fuori e dentro il Palazzo di giustizia, approntate dal procuratore generale Francesco Saluzzo, vista l’ondata di solidarietà che già da un po’ tempo si è sollevata nei confronti dei due protagonisti del processo. Di certo sarà un’udienza seguita con grande attenzione: la solidarietà a Cospito contro il regime del 41 bis ha confini internazionali, specie in Grecia, dove sono comparse diverse scritte e dove si è verificato l’attentato fallito contro la diplomatica Susanna Schlein.

Davanti alla Corte d’Assise d’Appello, il pg Saluzzo e il pm Paolo Scafi chiederanno la condanna di Cospito e di Beniamino: la Cassazione ha già stabilito che devono essere accusati di “strage politica” il reato più grave previsto dal nostro ordinamento. Il processo è l’ultimo scampolo di Scripta Manent, in cui il pm Paolo Sparagna aveva in origine contestato a 14 anarchici una serie di “azioni” commesse in varie località italiane (tra cui ordigni e plichi esplosivi contro politici, giornalisti e forze dell’ordine). La questione ora riguarda, nello specifico, i due ordigni esplosivi posizionati il 2 giugno 2006 nei pressi della scuola allievi carabinieri di Fossano. Non ci furono vittime, ma la Cassazione aveva deciso un nuovo appello per rideterminare le condanne inflitte a Cospito (20 anni) e a Beniamino (16 anni e 6 mesi) ritenendo che non sia stato commesso il reato di strage comune, bensì quello di strage politica: si è trattato di un atto che ha messo in pericolo la sicurezza dello Stato. Aveva “altissima potenzialità” lesiva, e venne utilizzata la tecnica del “richiamo”: la prima esplosione serviva ad attirare vittime da colpire con la seconda deflagrazione.

La difesa di Cospito (che già sta scontando la condanna per l’attentato contro Roberto Adinolfi) e di Beniamino solleverà una questione di legittimità costituzionale che, se accolta, dilaterà i tempi: chiederanno cioè una pronuncia sulla pena “fissa” dell’ergastolo per la strage politica, puntando sulle differenze tra l’attentato di Fossano senza feriti e la strage di Bologna. E poi punteranno sulle attenuanti, già riconosciute, in particolare a Beniamino (assistita dall’avvocato Gianluca Vitale), che potrebbero far scendere la pena.