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di Fabio Albanese

La Stampa, 6 marzo 2022

Dei migranti che partono da Libia e Tunisia ci si era quasi dimenticati: la guerra in Ucraina e il mare grosso hanno messo in secondo piano quest’emergenza nel Mediterraneo. Ottanta sulla nave di Medici senza frontiere, altri 28 su quella di Open Arms. Dei migranti che partono da Libia e Tunisia ci si era quasi dimenticati: la guerra in Ucraina ma anche un mare grosso che per giorni ha impedito ogni partenza e la traversata del Mediterraneo centrale, avevano messo in secondo piano il fenomeno. Ci hanno pensato oggi due navi Ong, la Geo Barents di Msf e la vecchia Open Arms dell’omonima Ong catalana, a ricordare a tutti che altre gravi emergenze non cancellano ciò che accade sulle coste della sponda Sud del Mediterraneo.

La Geo Barents è intervenuta in nottata per recuperare 80 persone, e tra loro donne e bambini alcuni molto piccoli, che erano su un gommone alla deriva al largo della Libia occidentale. “Adesso sono tutti in salvo sulla nostra nave”, ha twittato Msf. Poco dopo, anche Open Arms ha informato di un soccorso in mare, avvenuto nelle stesse ore e nella stessa zona di acque internazionali al largo della Libia occidentale; in questo caso si tratta di 28 persone che erano su una barca in legno “sovraccarica che imbarcava acqua e che rischiava di affondare”, come ha fatto sapere la Ong. Tra i 28 ci sono anche due bambini. In Italia non si registrano arrivi di migranti dallo scorso 26 febbraio. Il numero di migranti giunti da inizio anno, 5474 alla data di ieri secondo i dati del Viminale, è di fatto lo stesso di un anno fa quando nello stesso periodo i migranti arrivati furono 5305.

Quelle di oggi sono le prime due operazioni di salvataggio avvenute nel Mediterraneo centrale dopo oltre due settimane, anche se i tentativi di migranti di arrivare in Europa non si sono fermati. Nei giorni scorsi si sono registrati diversi tentativi di attraversamento della frontiera terrestre tra il Marocco e l’enclave spagnola di Melilla: in circa duemila ci hanno provato il 2 marzo, meno di 500 sono riusciti a scavalcare le alte barriere della frontiera, molti sono stati respinti dalle forze di sicurezza spagnole e “riconsegnati” a quelle marocchine. Il giorno dopo altri 1200 migranti hanno tentato l’ingresso a Melilla, ci sono riusciti in circa 380 ma con scontri nei quali sono rimasti feriti sia alcuni di loro sia gli agenti della Guardia civil e della Polizia nazionale. Ieri, il terzo tentativo, altre mille persone hanno tentato di scavalcare le recinzioni ma sono stati respinti. Secondo il ministero dell’Interno spagnolo, circa mille migranti sono riusciti ad entrare nell’enclave da inizio anno. Quasi lo stesso numero di chi ci era riuscito in tutto l’anno scorso.