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di Claudia Voltattorni

Corriere della Sera, 11 luglio 2025

Nasce “Dedalo”, osservatorio dei “giovani non invisibili”. Rosina: “È un’emergenza, non bisogna sprecare neanche un giovane”. Dopo i 30 anni percentuale “neet” donne il doppio degli uomini. “Non bisogna sprecare neanche un giovane”, dice il professor Alessandro Rosina, demografo e docente di Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano e coordinatore dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo. Perché “lasciare i giovani in una condizione di neet, ha conseguenze su tutto il sistema Paese e investire sui giovani è la cosa migliore che un Paese possa fare”.

Neet, Italia peggiore d’Europa (dopo la Romania) - In Italia nel 2024 sono oltre 2 milioni i giovani - fascia 15-34 anni - che non studiano né lavorano: vengono chiamati “neet”, acronimo di “Not in Education, Employment or Training” e l’Italia registra una delle percentuali più alte d’Europa. Nella fascia 15-29 anni sono il 15,2%. Peggio dell’Italia solo la Romania con il 19,4%. La media Ue è dell’11% e l’obiettivo per il 2030 è di arrivare al 9%. Nel 2020, anno della pandemia era stato raggiunto il picco con il 23,7%.