sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Patrizia Maciocchi

Il Sole 24 Ore, 29 ottobre 2024

Numeri così elevati solo nel 2013, anno della condanna dell’Italia da parte della Corte dei diritti dell’uomo; 77 i suicidi dall’inizio dell’anno. I detenuti nelle carceri italiane hanno superato quota 62mila. Era dal 2013, cioè dall’anno della sentenza Torreggiani con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva condannato l’Italia per i trattamenti inumani e degradanti generalizzati nelle carceri italiane, che non si registravano numero così elevati. Un dato sul quale attira l’attenzione il presidente dell’Associazione Antigone Patrizio Gonnella “Solo nell’ultimo anno sono quasi 3.000 i detenuti in più presenti nelle carceri, laddove i posti disponibili conteggiati dal ministero della Giustizia sono 51.196, mentre a metà ottobre sappiamo che tra questi 4.445 non lo erano realmente.

Spazi ridotti nelle carceri italiane - In 23 delle 73 carceri visitate da Antigone - dichiara Gonnella - nell’ultimo anno sono state trovate celle che non rispettavano il parametro minimo dei 3mq. Una condizione riconosciuta dagli stessi Tribunali di sorveglianza italiani che sistematicamente condannano l’Italia”. Secondo i dati di Antigone, nel 2023, su 9.574 istanze per sconti di pena ne avevano decise 8.234 e di queste accolte 4.731 (il 57,5%). “Le politiche governative, a partire dal ddl sicurezza, non fanno altro che spingere il sovraffollamento carcerario. Per questo chiediamo - dice il numero uno dell’Associazione - in prima istanza di bloccarne l’approvazione. Poi di prendere immediati provvedimenti al fine di ridurre il numero di persone detenute e garantire la legalità del sistema penitenziario, dove oggi ci sono 15.000 persone che non hanno un posto regolamentare, e condizioni di lavoro dignitose per gli operatori, su cui si stanno scaricando le conseguenze delle attuali politiche penal-populistiche”. Ed è proprio di oggi la notizia dell’ennesimo detenuto che si è suicidato in cella, il 77esimo dall’inizio dell’anno, a cui vanno aggiunti 7 appartenenti alla polizia penitenziaria. Cinquant’anni, italiano con un fine pena fissato al 2030, si è ucciso impiccandosi nella sua cella della Casa Circondariale di Prato.

L’allarme del sindacato della Polizia penitenziaria - A lanciare l’allarme per quella che è una strage senza fine è Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria. “Sebbene nell’ultima parte dell’anno pare vi sia stato un leggero rallentamento nelle morti di carcere e per carcere, siamo sempre alle prese con numeri monstre, destinati ad abbattere ogni precedente record”. Il sindacato parla di 15mila detenuti oltre i posti disponibili, 18mila unità mancanti alla Polizia penitenziaria. “Omicidi, suicidi, violenze di ogni genere, stupri, piazze di spaccio e malaffare. Queste sono oggi le nostre prigioni. A pagarne le spese, oltre ai reclusi, i 36mila donne e uomini della Polizia penitenziaria che scontano le pene dell’inferno per la sola colpa di essere al servizio dello Stato. Carichi di lavoro debordanti - dice il Segretario della Uilpa Pp - turni di 8, 16 e persino 24 ore ininterrotte, oltre 3mila aggressioni subite nel solo 2024, mortificati nel morale e colpiti nell’orgoglio anche per una gestione organizzativa e amministrativa che spesso li discrimina e li svilisce, come nei recentissimi casi della missione in Albania o del trasferimento forzoso dai minori agli adulti”