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La Stampa, 17 marzo 2026

Presentato a Firenze il volume curato da Stefano Guarnieri e Giordano Biserni. L’ex Premier Renzi: “Nata dal dolore della famiglia di Lorenzo Guarnieri”. Dieci anni fa, esattamente il 25 marzo 2016, entrò in vigore una legge attesa che inasprì un tipo di omicidio che ha cambiato la vita a migliaia di famiglie. Ogni 24 secondi, nel mondo, una persona viene uccisa sulla strada. È una guerra silenziosa, che rappresenta la prima causa globale di morte per bambini e giovani dai 5 ai 29 anni. Ma il 94% degli scontri stradali è dovuto a comportamenti evitabili messi in atto da chi guida, non sono ‘incidenti’, non è un caso. Si tratta invece di violenza stradale, è questo quello che accade sulle strade del mondo, dove ogni anno vengono uccise 1.300.000 persone e ne vengono ferite decine di milioni. Solo in Italia ogni anno muoiono per violenza stradale più di 3.000 persone e 330.000 sono i feriti, significa 8 morti e 900 feriti al giorno.

Sono i numeri - un vero e proprio bollettino di guerra - che la Fondazione Lorenzo Guarnieri, nata per ricordare Lorenzo, morto a 17 anni a Firenze investito da un motociclista che aveva assunto alcol e droga, non si stanca di ripetere e che assumono particolare significato perchè proprio dalla morte del giovane è stato avviato l’iter per la legge di iniziativa popolare che ha introdotto nel nostro ordinamento il reato di omicidio stradale.

Il 25 marzo prossimo sarà il decimo anniversario della legge e per ricordare quanto fatto e quanto resta ancora da fare Stefano Guarnieri, padre di Lorenzo, e Giordano Biserni, presidente di Asaps, hanno promosso la pubblicazione del libro “La legge che non voleva nascere. Dieci anni di omicidio stradale: una battaglia di civiltà”. Il libro, edito da Giunti, è già disponibile sul sito della Fondazione Lorenzo Guarnieri ETS (www.lorenzoguarnieri.com) e, a partire da giovedì 19 marzo 2026, sui principali store online e su richiesta in libreria. Il volume ricostruisce, attraverso testimonianze, analisi e dati, il lungo e complesso percorso che ha portato alla nascita della legge, resa possibile anche grazie alla raccolta di 85.000 firme nonostante resistenze culturali e scarsa attenzione istituzionale. La narrazione mette inoltre in luce gli effetti della norma sull’attività delle forze di polizia e dei tribunali, evidenziando progressi significativi e gli aspetti che richiedono ancora miglioramenti.

Il libro è stato presentato oggi, in anteprima, a Firenze alla presenza della sindaca Sara Funaro e del senatore Matteo Renzi, autore della prefazione e presidente del Consiglio al momento dell’approvazione della legge nonché sindaco che seguì l’iter della raccolta delle firme.

“Questa legge - ha dichiarato Renzi - più che un padre ha una famiglia: la famiglia Guarnieri. Il loro dolore è qualcosa che non possiamo neanche immaginare. Da quel dolore nacque prima una grande discussione a Firenze, poi una serie di obiettivi per la città quando io facevo il sindaco e infine una legge. E c’è stato un cambio di passo, chi si mette alla guida ubriaco o drogato e uccide una persona non è responsabile di un semplice errore, ma di un reato molto grave”.

“I numeri parlano chiaro: dall’inizio dell’anno alla prima settimana di marzo sono già morti 86 pedoni e 33 ciclisti; nei primi dieci fine settimana del 2026 le vittime sulle strade sono state 187. Meno che nel 2016, sì, ma c’è ancora moltissimo da fare - ha detto Giordano Biserni, presidente ASAPS -. Serve però più informazione, più educazione e una rete di controlli più efficace, evitando il disarmo degli strumenti come i misuratori di velocità e superando vincoli che impediscono anche verifiche da remoto sull’uso del cellulare alla guida o delle cinture di sicurezza”.

“Occorre talvolta guardarsi indietro per riconoscere i progressi compiuti, cambiamenti lenti ma orientati nella direzione giusta: dare maggiore dignità e giustizia alle vittime di violenza stradale e ai loro familiari - ha affermato Stefano Guarnieri, presidente della Fondazione Lorenzo Guarnieri ETS - Per fare prevenzione e raggiungere l’obiettivo di zero vittime sulle strade è chiaro che questo non basta. È indispensabile che la politica consideri la sicurezza stradale una priorità e vi investa con decisione”.

“Come amministrazione stiamo lavorando in progetti di educazione stradale e progetti di sensibilizzazione - ha dichiarato la sindaca Sara Funaro -. Tra il 2023 e il 2025 il numero di incidenti stradali a Firenze è diminuito, si è passati da 3.686 a 3.085, mentre gli incidenti mortali si sono quasi dimezzati, passando da 15 a 8, ma tutto ciò non basta, perché dobbiamo arrivare a zero incidenti mortali”.