di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 21 luglio 2020
Tramonta dopo il vertice di maggioranza di ieri pomeriggio il disegno di legge di riforma del Codice della strada per inasprire il trattamento sanzionatorio soprattutto sul versante penale. Resta però l'intenzione di procedere appena sarà possibile, ma in questo momento, si è preso atto, l'intervento non è certo una priorità. Eppure un testo era già stato messo a punto perché la spinta arriva dallo stesso ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
Così sul tappeto erano finite misure come l'arresto obbligatorio per il conducente che, colpevole di omicidio o lesioni gravissime, non presta soccorso e si dà alla fuga. Nessuno sconto di pena poi ci sarebbe stato per effetto della cancellazione dell'attenuante del concorso di colpa, quando l'evento non è stato provocato esclusivamente dalla condotta del guidatore.
Spazio poi ad aumenti di pena se il conducente in stato di ebbrezza non presta assistenza alle vittime e non si mette a disposizione della polizia giudiziaria. Un'attenzione particolare poi veniva dedicata al comportamento di chi telefona pur essendo alla guida. L'uso del cellulare avrebbe potuto provocare il ritiro della patente e una sanzione pecuniaria fino a 2.500 euro.










