di Giovanna Casadio
La Repubblica, 8 giugno 2021
La senatrice del Pd: "Se il confronto con le destre fallisce, Italia viva approverà la legge?" "Sul ddl Zan il mio timore è che i renziani si sfilino per calcolo politico". Monica Cirinnà, senatrice dem, non ci gira attorno. Confermata dal segretario Enrico Letta responsabile diritti del partito, avendo vinto la battaglia sulle unioni civili nella passata legislatura, ora vuole portare a casa l'ok definitivo alla legge contro l'omotransfobia. Dopo l'approvazione alla Camera il 4 novembre scorso, il disegno di legge si è impantanato al Senato. Stamani in commissione Giustizia di Palazzo Madama riprendono le audizioni. Arcigay e 5Stelle denunciano: sono "audizioni farsa". Ma il presidente leghista della commissione, e relatore, Andrea Ostellari tiene il punto.
Cirinnà, proseguono le audizioni sul ddl Zan, lei è ottimista sull'approvazione?
"Sono ottimista se i colleghi senatori della maggioranza giallo-rossa capiscono che non c'è altra strada se non approvare il ddl Zan così com'è".
Ma Italia Viva chiede un tavolo politico per il confronto con le destre. Lo farete?
"Lo si può fare, certo. Però vorrei sapere dai renziani se, davanti al fallimento di quel tavolo, loro sono poi disposti a votare la legge Zan. Vogliono la prova dell'impossibilità del dialogo? Facciamola. Però alla fine votino. La mediazione sul testo delle destre, il ddl Ronzulli-Salvini, è insostenibile"
Perché?
"Quel disegno di legge interviene sull'articolo 61 del codice penale, ovvero sull'aggravante semplice, che può sempre essere bilanciata con le attenuanti. Mira ad annullare la legge Mancino (richiamata invece nel ddl Zan), che la destra ha sempre detestato. Ricordo tra l'altro che il leghista Roberto Calderoli nel 2019 è stato condannato per avere detto che la ex ministra Cecile Kyenge somigliava a un orango: gli è stata contestata 'l'aggravante razzialè prevista dalla norma Mancino. Onestamente non credo che un tavolo politico potrà mai comporre differenze di impostazione sull'omofobia così grandi".
La ministra delle Pari opportunità, Elena Bonetti, di Iv, insiste e rilancia la necessità di un dialogo, proprio per non affossare la legge contro l'omofobia...
"La ministra Bonetti con la sua posizione contraddice anche se stessa rispetto a quanto detto, oltre a quanto fatto dai renziani alla Camera. Ad esempio, la richiesta di inserire all'articolo uno del testo Zan a proposito della discriminazione le definizioni di 'sesso, genere, orientamento sessuale e identità di generè, è stata di Italia Viva e approvata in aula con un emendamento a prima firma Lucia Annibali. La contraddizione vale anche per gli altri due punti controversi, ovvero la clausola del 'salva ideè e le iniziative nelle scuole. I renziani hanno condiviso tutto il percorso fin qui del ddl Zan".
Il Pd teme quindi che i renziani si sfilino?
"C'è una questione politica assai grave: nei confronti di tanti giovani discriminali, colpiti da crimini d'odio o bullizzati, Iv sta facendo tattica politica per dimostrare al centrodestra la disponibilità di programmi e valori in vista delle elezioni future".
In pratica lei accusa i renziani di calcolo politico?
"La determinazione con cui il segretario dem Letta si sta spendendo per il ddl Zan è un altro elemento che conduce, a mio avviso, i renziani a colpire il Pd su questo punto".
Ma anche tra voi dem ci sono perplessità...
"Sì, ci sono. Però entrambe le riunioni di gruppo che abbiamo tenuto si sono concluse con la decisione di votare in modo compatto. E anzi ringrazio senatrici e senatori del mio partito per il senso di responsabilità".
Anche lei ritiene le audizioni in commissione una farsa?
"A Ostellari abbiamo chiesto di acquisire il fascicolo delle audizioni già fatte alla Camera. È evidente che averne accolte 170, seppure poi ridotte a 70, semplicemente doppia le posizioni già espresse. Fa bene Arcigay non volersi prestare a questa pantomima".











