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di Viola Giannoli


La Repubblica, 27 ottobre 2020

 

Riparte la discussione alla Camera. Dall'opposizione sollevate pregiudiziali di costituzionalità e presentati 800 emendamenti. Riparte l'accidentato cammino della legge contro omolesbobitransfobia e misoginia.

Stamattina in Aula alla Camera riprende infatti la discussione sulla proposta che porta come primo firmatario il nome del deputato Pd Alessandro Zan. Era stato il presidente della Camera, Roberto Fico, a rassicurare venerdì sulla calendarizzazione del provvedimento dopo l'ennesimo rinvio e le polemiche delle opposizioni e degli ultra-cattolici riaccesesi per le parole del Papa sulle unioni civili.

La proposta di legge, nella sua nuova formulazione, porta però delle novità: anzitutto l'estensione del testo anche ai reati legati alla disabilità della vittima. Ad annunciarle ieri lo stesso Zan: "Come maggioranza abbiamo formulato e presentato sette emendamenti, per mantenere pienamente efficace tutto l'impianto del provvedimento approvato in commissione Giustizia.

Anche in questo passaggio abbiamo lavorato tenendo presente l'obiettivo della proposta di legge: il contrasto alle discriminazioni, all'odio e alle violenze; per questo abbiamo deciso di accogliere la richiesta proveniente da molte associazioni di persone con disabilità di estendere le previsioni degli articoli 604 bis e ter del codice penale anche ai delitti commessi per ragioni legate alla disabilità della vittima".

Quanto agli input arrivati dalla commissione Affari costituzionali e quelli del Comitato per la legislazione, "abbiamo recepito - prosegue il deputato dem - le richieste di modifica definendo in modo più rigoroso le nozioni utilizzate (sesso, genere, identità di genere, orientamento sessuale) e ribadendo esplicitamente che la punibilità scatta quando vi sia 'il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti'. "Inoltre - prosegue Zan - l'emendamento precisa che le opinioni non istigatorie 'restano salve', in quanto già discendenti direttamente dall'articolo 21 della Costituzione. Con questo emendamento smascheriamo anche tutte le fake news costruite ad arte nel corso di questi mesi su presunti intenti 'liberticidi' di questa legge".

I proponenti puntano all'approvazione entro pochi giorni, prima della sezione di bilancio, per poi passare il testo al vaglio del Senato dove i numeri sono più incerti. Ma gli ostacoli ci sono anche alla Camera: Lega e FdI hanno chiesto per il provvedimento le pregiudiziali di costituzionalità, un tentativo di bloccare la legge dichiarandola da subito incostituzionale. E hanno presentato 800 emendamenti. "Sapete di cosa di occupa martedì la Camera? - ha detto sprezzante in diretta streaming Matteo Salvini - Della legge contro la omotransfobia, il ddl Zan. In commissione si parla di legge elettorale, in un'altra commissione di cancellare i decreti sicurezza. Cercheremo di costringere il Parlamento e il governo a occuparsi di vita vera, di virus, di economia, di lavoro...".

Sono oltre 30 anni che l'Italia attende una legge contro l'omofobia. Il ddl Zan è stato approvato il 29 luglio 2020 in commissione Giustizia alla Camera. Il 3 agosto è iniziata la discussione generale in Aula poi interrotta dalla pausa estiva. Ora un altro step. "Se verrà approvato il testo con i nostri emendamenti - conclude Zan - daremo finalmente al Paese una legge avanzata di vasta efficacia contro i crimini d'odio. Il ritardo rispetto agli altri grandi paesi occidentali potrà finalmente essere colmato".