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La Repubblica, 3 aprile 2015

 

Si è ucciso ieri mattina in cella, alle 10,30, facendo un cappio con asciugamano e lenzuolo e annodandolo alla sbarra della finestra. Luciano Biancotti, 50 anni, era in carcere a Opera da luglio del 2013: avrebbe dovuto scontare una pena fino al 2028 per l'omicidio preterintenzionale della fidanzata.

Ieri ha approfittato del momento in cui il suo compagno di cella si era assentato per il colloquio con la propria famiglia e quando è stato soccorso dal medico presente in reparto era ormai troppo tardi. Il detenuto aveva tentato il suicidio anche due anni fa, prima di essere arrestato.

"Estremamente problematico" ed ex alcolista, era stato immediatamente preso in carico dal servizio di psichiatria e psicologia del carcere, dove svolgeva attività lavorativa tra pulizie e consegna del vitto.

 

Il Comunicato del Sappe

 

L'uomo si è impiccato nella sua cella. Sarebbe tornato in libertà nel 2028. La denuncia da parte del sindacato di polizia penitenziaria: "È il secondo caso in pochi giorni". Nel carcere di Opera, in provincia di Milano, un detenuto italiano di cinquant'anni, condannato per maltrattamenti in famiglia e lesioni con fine prevista nel 2028, si è impiccato nella sua cella. A darne notizia è il Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria. "A nulla purtroppo è servito l'intervento degli agenti in servizio. E certo fa riflettere che sia il secondo suicidio in pochi giorni di un detenuto in un carcere italiano, dopo quello di Firenze Sollicciano domenica notte", commenta Donato Capece, segretario generale del Sappe.

Capece ricorda il pronunciamento del Comitato nazionale per la bioetica, che ha rimarcato come "il suicidio costituisce solo un aspetto di quella più ampia e complessa crisi di identità che il carcere determina, alterando i rapporti e le relazioni, disgregando le prospettive esistenziali, affievolendo progetti e speranze.

La via più netta e radicale per eliminare tutti questi disagi sarebbe quella di un ripensamento complessivo della funzione della pena e, al suo interno, del ruolo del carcere". "In un anno la popolazione detenuta in Italia è calata di poche migliaia di unità", avverte Capece. "Il 28 febbraio scorso erano presenti nelle celle 53.982 detenuti, l'anno prima erano 60.828.

La situazione nelle carceri italiane resta ad alta tensione: nel solo 2014 sono stati 933 i tentati suicidi di detenuti sventati dagli agenti. Ma ogni giorno, i poliziotti penitenziari in prima linea delle sezioni detentive - conclude - hanno a che fare in media con almeno 18 atti di autolesionismo da parte dei detenuti, tre tentati suicidi, dieci colluttazioni e tre ferimenti".