di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 febbraio 2021
La Conferenza Stato-Regioni ha ridefinito la campagna vaccinale. Nella nuova road map in base a consegne e tipologie dei vaccini, anche il personale penitenziario e detenuti sono inseriti nel target da vaccinare. Parliamo dell'incontro Stato - Regioni di mercoledì scorso dove hanno condiviso le nuove fasi di somministrazione e le fasce di priorità. Sono 4 le fasi della campagna di vaccinazione. Con la prima e la seconda si punta ad abbassare la letalità, mentre con la Fase 3 dove c'è anche la popolazione penitenziaria e Fase 4 si mira a limitare la diffusione del virus.
Le fasi possono viaggiare in parallelo e fin da subito. Grazie al primo milione di dosi di vaccino che AstraZeneca consegnerà tra lunedì 8 e domenica 21 febbraio, si può cominciare a immunizzare la seconda tranche di categorie a rischio che hanno massimo 55 anni: professori e operatori scolastici, forze dell'ordine e militari, agenti penitenziari e detenuti. Con le nuove dosi di Pfizer e Moderna, sempre dalla prossima settimana, si potranno cominciare a vaccinare anche gli over 80 e le persone fragili e ad alta vulnerabilità.
Andando nello specifico, le fasi della campagna di vaccinazione sono così composte: Fase 1, operatori sanitari e socio- sanitari, ospiti Rsa e over 80; Fase 2, persone da 60 anni in su, persone con fragilità di ogni età, gruppi sociodemografici a rischio più elevato di malattia grave o morte, personale scolastico ad alta priorità; Fase 3, personale scolastico, lavoratori di servizi essenziali e dei setting a rischio, agenti penitenziari, detenuti e luoghi di comunità, persone con comorbidità moderata di ogni età. Infine c'è la Fase 4 che prevede la popolazione rimanente.
Attenzione, da sottolineare che se anche i detenuti (così come gli altri) rientrano nella fase 3, nel contempo, se malati e anziani, sono considerati tra quelli della fase due. Sì, perché per la seconda fase menzionata, sono state individuate aree di patologia che incrementano il rischio di decesso da Covid. Nell'ambito di queste aree sono state individuate: le persone estremamente vulnerabili, di qualsiasi età, la cui patologia incrementa il rischio di decesso.
Ricordiamo che il piano anti- Covid si è aggiornato con l'arrivo di AstraZeneca e l'indicazione da parte di Aifa di un suo utilizzo preferenziale per la fascia di età 18- 55 anni. Alla luce della novità sull'utilizzo di Astra-Zeneca, la Fase 1 e la Fase 3 procederanno comunque insieme attraverso due percorsi paralleli. I vaccini Pfizer e Moderna verranno utilizzati per i soggetti fragili e più anziani, mentre il vaccino AstraZeneca per i soggetti tra i 18 ed i 55 anni, già da febbraio.
A pensare che, inizialmente, la popolazione penitenziaria non era considerata tra le categorie prioritarie. Il primo a denunciarlo è stato il garante nazionale Mauro Palma e quello regionale Stefano Anastasìa. Si è creato un tam tam, coinvolgendo associazioni come Antigone e Carcere Possibile, una Onlus che opera in sinergia con gli uffici amministrativi soprattutto della Campania. Il deputato di +Europa Riccardo Magi ha anche chiesto e ottenuto l'interessamento del governo.
Ma la protagonista principale in questa battaglia è stata la senatrice Liliana Segre, che proprio qualche giorno fa - in occasione della giornata della memoria organizzata nel carcere milanese - ha ribadito la necessità dei vaccini: "Torno spesso a San Vittore perché sono stata in queste celle per 40 giorni quando ero una ragazzina e so cosa significa, anche se sicuramente le carceri erano molto diverse da oggi. Sempre per questo motivo mi sto battendo tanto affinché i detenuti vengano vaccinati subito".











