di Federico Capurso
La Stampa, 17 giugno 2020
Ennesima grana dopo le scarcerazioni dei boss per coronavirus e le rivolte dei detenuti. Il Guardasigilli Alfonso Bonafede assiste sgomento all'uscita di Massimo Carminati dal carcere di Oristano. Sul "Cecato" e sull'inchiesta "Mondo di mezzo" il Movimento 5 stelle ha costruito parte delle sue fortune politiche, e ora che al ministero della Giustizia c'è lui, un grillino, il colpo si fa sentire.
È l'ennesima tegola di questi mesi per il responsabile di via Arenula, capo delegazione dei Cinque stelle al governo, dopo le rivolte dei detenuti, la polemica furiosa con il pm Nino Di Matteo per la sua mancata nomina al Dap, i boss mafiosi che tornavano a casa per il coronavirus, le intercettazioni di Luca Palamara sul Csm. Adesso, anche Carminati.
Bonafede apprende la notizia alle prime ore del mattino dalle agenzie di stampa; convoca il suo gabinetto e decide di dare un segnale, incaricando l'ispettorato generale del ministero di valutare se nella procedura ci siano stati illeciti, ritardi o omissioni. Anche di fronte all'eventualità di una stortura nei passaggi che hanno portato alla scarcerazione di Carminati - che a via Arenula ritengono comunque poco probabile - viene però allontanata di getto l'ipotesi di un futuro intervento normativo per stringere le maglie della giustizia sul tema della custodia cautelare: "Il mio unico strumento sono gli ispettori", dice Bonafede a La Stampa.
Non si seguirà, dunque, la linea presa invece quando di fronte alle uscite dal carcere dei boss mafiosi, durante l'emergenza coronavirus, si decise di mettere una toppa con un decreto d'urgenza. C'è, innanzitutto, una questione di rispetto del principio di separazione dei poteri, sottolinea chi è vicino al ministro della Giustizia. La questione della misura cautelare, inoltre, rappresenta un problema in senso opposto: ci sono già troppe persone in prigione in attesa di processo e l'ipotesi di irrigidire le procedure non farebbe altro che aggravare il problema.
Pensare di proporre un decreto legge, pensato per riportare in carcere Carminati, poi, "sarebbe semplicemente incostituzionale". Le opposizioni, però, hanno gioco facile per lanciare un nuovo attacco su via Arenula. L'ennesimo in poche settimane. Il Movimento reagisce facendo quadrato intorno a Bonafede, cosciente che il suo nome è quello che più si è indebolito: "Il ministro non ha nessuna responsabilità", rimarcano i vertici M5S. E gli fanno eco i deputati della commissione Giustizia, che agli attacchi di Matteo Salvini replicano: "Torni a studiare come funziona lo Stato e la giustizia".










