di Michela Cuccu
La Nuova Sardegna, 29 settembre 2019
La scuola che diventa opportunità di recupero e persino di "evasione" anche per un ergastolano. I detenuti del carcere di Alta sicurezza di Massama da tempo sfruttano questa opportunità. C'è chi nel frattempo si è diplomato e sono già in quattro gli iscritti all'Università. Sono alcuni dei dati emersi ieri in occasione della Festa del Corpo di polizia penitenziaria, alla quale hanno partecipato le autorità civili e militari.
È stato il Commissario Salvatore Cadeddu, a fornire una serie di elementi che permettono di capire la vita dei 265 detenuti, dei quali, 171 in regime di alta sicurezza, esponenti di vertice delle più pericolose organizzazioni criminali di mafia, camorra, 'ndrangheta e sacra corona unita. Nel carcere dove c'è un unico detenuto per terrorismo, Cesare Battisti arrivato in Italia a seguito dell'estradizione dalla Bolivia dopo una lunga latitanza in Brasile, sono in 63 a scontare l'ergastolo, alcuni in regime ostativo. Solo una minima parte delle celle ospita detenuti di media sicurezza, che sono appena 74, altri 13, invece, godono della semilibertà.
In questa struttura tanto moderna quanto inespugnabile, la scuola è diventata una opportunità straordinaria. Due i corsi di scuola superiore, composto dalle cinque classi della Ragioneria "Mossa", frequentate da 37 detenuti e le sei classi del Liceo artistico con 40 iscritti.
Esiste anche un corso per il conseguimento della terza media, frequentato da 12 detenuti e organizzato dal Centro territoriale permanente. In tanti riescono a portare a termine gli studi da dietro le sbarre: dieci si sono diplomati in ragioneria. Che la scuola sia una realtà importante lo ha affermato anche il direttore Pier Luigi Farci: assente per motivi di lavoro alla cerimonia, ieri ha affidato i suoi saluti ad una lungo messaggio nel quale non ha mancato di ringraziare tutto il personale del carcere.
Alla cultura sono affidati molti progetti di riscatto e reinserimento per i detenuti, con iniziative svolte in collaborazione con l'Istar e l'Università di Sassari, spettacoli musicali e persino un laboratorio di restauro che ha visto coinvolti i detenuti in regime di alta sicurezza 1.
Anche il lavoro ha un ruolo fondamentale per i detenuti di Massama, che ormai da anni partecipano a campagne di scavi archeologici coordinati dal professor Raimondo Zucca e ai progetti di agricoltura sociale di Terra madre. Iniziative che si possono realizzare grazie al contributo di tutto il personale carcerario, a partire dagli educatori fino agli impiegati.
Il lavoro quotidiano, di vigilanza e garanzia della sicurezza è certo il più impegnativo in un carcere dove, sono appena 14 agenti del Nucleo piantonamenti. Nell'arco di un solo anno sono state eseguite 582 traduzioni delle quali, ben 70 nazionali.
"Solo grazie al contributo di tutto il personale del reparto - ha detto il commissario Cadeddu - siamo riusciti a far fronte a questa immensa mole di lavoro". Da giugno di quest'anno il carcere si è dotato di un impianto per l'effettuazione delle udienze in videoconferenza, che permettono al detenuto di partecipare a distanza alle udienze giudiziarie.
Una innovazione tecnologica che ha fino ad ora permesso di effettuare ben 115 udienze a distanza. Un anno di lavoro intenso, per la Polizia penitenziaria che sono dovuti intervenire anche con atti di polizia giudiziaria, fra cui, 25 denunce per reati commessi all'interno dell'istituto.










