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linkoristano.it, 25 giugno 2025

Presentata la relazione sulle attività del 2024, dove emergono anche un numero elevato di richieste di trasferimento e poche opportunità lavorative. “Duecentoquaranta detenuti, molti dei quali passano le giornate a guardare il soffitto. In alcune celle ci piove dentro, sui muri c’è la muffa, e quando qualcuno sta male i citofoni non funzionano. C’è poco volontariato, poche attività, e il medico non è presente 24 ore su 24. Un detenuto mi ha mostrato la corda che si era preparato”. Così si era espressa la Garante dei detenuti Irene Testa al termine di una visita al carcere di Massama lo scorso maggio. Parole che trovano conferma nell’ultima relazione annuale presentata pochi giorni fa.

Se Cagliari‑Uta è l’istituto con il maggior numero assoluto di segnalazioni, è Massama a registrare il tasso più alto in rapporto alla popolazione reclusa. E l’allarme legato al rischio suicidario si rivela tra i più preoccupanti: nel 2024 è stata inserita per la prima volta tra le macro aree di analisi e sono stati segnalati casi ad alto rischio, anche corredati da documentazione psichiatrica e inoltrati con urgenza alle strutture competenti.

Le criticità sono legate soprattutto alla carenza dei servizi sanitari. A Massama sono previsti servizi medici h24, ma la realtà è ben diversa: un unico medico è presente la mattina e nel primo pomeriggio dal lunedì al venerdì, affiancato dal dirigente sanitario solo nei giorni feriali. Le ore coperte sono circa 35 su 168 previste, e durante la notte e nel fine settimana bisogna ricorrere alla guardia medica o al 118. L’assistenza psichiatrica è garantita solo 20 ore a settimana, contro le 38 previste.

Da febbraio 2024 è assente l’odontoiatra e per le cure dentistiche è necessario ricorrere a visite esterne, con aggravio di scorte e costi. Mancano anche un reparto ospedaliero riservato e un servizio di medicina legale per il personale di Polizia penitenziaria. Il personale è insufficiente: sono presenti 9 infermieri (324 ore totali a settimana) e 2 OSS (72 ore totali). Nonostante le procedure di selezione, ad oggi mancano ancora medici dei servizi e il supporto integrativo previsto dalla deliberazione regionale 16/22 del 12 giugno 2024.

Se si analizzano le segnalazioni dei detenuti, la richiesta di interventi sanitari è la più ricorrente, seguita dalle domande di trasferimento e di avvicinamento alla famiglia, particolarmente sentite in una regione come la Sardegna, dove circa la metà dei reclusi proviene dalla Penisola. E non fa eccezione la Casa di reclusione “Salvatore Soro” di Oristano che ospita ormai quasi esclusivamente detenuti in alta sicurezza. Massama si distingue anche per un numero elevato di istanze legate alla mancanza di opportunità lavorative e alla carenza di attività sociali e rieducative.

“È evidente che non tutte le situazioni critiche possono emergere dalle segnalazioni dei detenuti”, scrive la garante dei detenuti, “ma è fondamentale tenere alta l’attenzione e garantire interventi tempestivi e risorse adeguate”. Le carenze sanitarie e psichiatriche, unite alla mancanza di personale e di opportunità, fanno di Massama una realtà complessa e fragile, in cui il rischio suicidario è l’emergenza più grave e visibile di un disagio profondo.