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cagliaritoday.it, 4 agosto 2025

È ancora emergenza sanitaria nel carcere di Massama a Oristano. Per diversi giorni l’istituto penitenziario sarà nuovamente privo della presenza di un medico attivo 24 ore, esponendo detenuti e agenti a rischi gravissimi. A denunciarlo è la Uil Pa polizia penitenziaria della Sardegna, che definisce la situazione “inaccettabile” per un penitenziario di alta sicurezza, dove sono reclusi soggetti di altissimo profilo criminale. “L’assenza di un presidio medico costante - denuncia il segretario regionale Michele Cireddu in una nota - è un pericolo concreto. In caso di malori improvvisi ogni minuto può fare la differenza, e i tempi di arrivo del 118 potrebbero risultare fatali”. Non si tratta, sottolinea il sindacato, solo di un problema sanitario, ma anche di una questione di sicurezza generale: la mancanza di personale medico obbliga gli agenti a gestire emergenze che non rientrano nelle loro competenze.

“Il personale di polizia penitenziaria - prosegue Cireddu - è costretto ad attivare il 118 anche per le più banali necessità mediche, aggravando il proprio già difficile lavoro e sottraendo risorse sanitarie al territorio. Una distorsione inaccettabile”. La Uil Pa ricorda come la criticità fosse già stata sollevata nei mesi scorsi, e in parte risolta. Tuttavia, il suo ritorno “conferma la totale assenza di programmazione e una superficialità gestionale che non può essere più tollerata”. Il sindacato chiede un intervento immediato per ripristinare il servizio medico continuativo e tutelare sia la salute dei detenuti che la sicurezza del personale. “La polizia penitenziaria - conclude Cireddu - non può continuare a pagare il prezzo delle inefficienze altrui”.