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La Nazione, 17 marzo 2022

Rafforzare il penitenziario di Orvieto dove ultimamente si sono verificati preoccupanti episodi che sono sfociati in atti di violenza ai danni di agenti penitenziari. Il primo passo è quello di dotare la struttura di un dirigente a tempo pieno, che non debba cioè dividere il proprio impegno con altri penitenziari della regione come è avvenuto fino ad oggi. Va in questa direzione la decisione recentemente assunta dal Consiglio regionale che ha approvato con voto unanime una mozione presentata dalla consigliera della Lega Francesca Peppucci.

L’atto impegna la Giunta regionale ad “attivarsi verso il ministero di Giustizia-dipartimento dell’amministrazione penitenziaria affinché per la casa di reclusione di Orvieto venga assegnato un dirigente penitenziario che si occupi solo delle numerose problematiche e incombenze che derivano dalla gestione del predetto istituto”. La casa di reclusione di Orvieto era stata trasformata nel 2014 in istituto a custodia attenuata, destinata a programmi intensivi di sostegno al reinserimento sociale e in questa prospettiva, nell’istituto sono ammessi solo detenuti che presentano determinati requisiti, tra i quali quello di non avere un’elevata pericolosità detentiva, di appartenere al circuito di media sicurezza, di avere una pena residua minima di un anno e massima di dodici e di non essere tossicodipendenti. Qualche anno dopo, l’amministrazione penitenziaria ha ritenuto di dover revocare, su proposta della direzione orvietana, la denominazione di custodia attenuata e di attribuire nuovamente all’istituto lo stato di casa di reclusione.

L’esponente della Lega spiega che “attualmente l’organico è considerevolmente diminuito a causa di molti pensionamenti non reintegrati. Nel corso degli ultimi anni - ha aggiunto Peppucci - alla direzione della casa di reclusione non è mai stato assegnato un dirigente penitenziario in pianta stabile e sono state previste solo figure part-time che dovevano dividersi nella gestione di più istituti detentivi, l’istituto è stato retto fino al 31 dicembre scorso da Chiara Pellegrini, già direttrice di Terni e vicedirettrice a Spoleto. La direttrice è stata avvicendata da un dirigente penitenziario già assegnato al penitenziario di Terni e che quindi, come negli anni passati, garantirà nell’istituto penitenziario orvietano solo una presenza limitata”.