sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Cristina Crisci

La Nazione, 4 maggio 2022

Stipulata una convenzione tra Comune e Tribunale. Attività esterne al carcere per la “messa alla prova”. Detenuti potranno lasciare il penitenziario di via Roma per lavorare gratuitamente a favore della comunità orvietana. È quanto previsto dalla convezione stipulata da Comune e tribunale di Terni per attuare l’istituto della “messa alla prova”, disciplinato dal codice penale, che consente a chi sta scontando una pena detentiva di svolgere attività esterne al carcere in vista di un futuro reinserimento nella società, purché ricorrano le condizioni previste dalla legge.

La “messa in prova” riguarderà per il momento due persone e sarà calibrata, di volta in volta, in base alle esigenze dell’ente comunale che ha predisposto un piano per far svolgere l’attività lavorativa nella sede principale del palazzo comunale, negli uffici decentrati di via Roma, nei cimiteri per gli interventi di manutenzione e pulizia, al centro servizi manutentivi di Bardano e nella biblioteca comunale.

Giù nel passato, l’ente aveva fatto ricorso a questo istituto, collaborando proficuamente con l’istituto penitenziario cittadino e realizzando dei progetti di inserimento sociale che avevano fornito buoni risultati, tanto che alcune persone avevano successivamente trovato lavoro in città una volta scontato il periodo di detenzione. Adesso si è ritenuto di riprendere questa esperienza con lo stesso spirito.

L’attività non retribuita in favore della collettività sarà svolta in conformità con quanto disposto nel programma di trattamento e dall’ordinanza di ammissione alla prova; il programma specificherà le mansioni alle quali saranno adibiti i detenuti, la durata, l’orario di svolgimento della prestazione di lavoro di pubblica utilità, nel rispetto delle esigenze di vita dei richiedenti, dei diritti fondamentali e della dignità della persona.

La convenzione stipulata avrà una durata di cinque anni e potrà in seguito essere rinnovata. La gratuità delle prestazioni è espressamente indicata dalla legge che impedisce qualsiasi forma di retribuzione per le persone in questione sulle quali grava l’obbligo di far rientro ogni sera nella casa di reclusione dove trascorrere la notte.