di Claudio Lattanzi
La Nazione, 7 marzo 2026
Il centrodestra dice no alla possibilità di nominare un Garante dei detenuti. In Consiglio comunale la mozione sulla situazione carceraria, presentata dai gruppi di opposizione, è stata emendata dalla maggioranza nella parte che prevedeva la nomina di un Garante dei detenuti per il carcere di Orvieto. Non se ne farà niente. Sulla questione interviene Sergio Carli, artigiano orvietano con bottega da tappezziere che lavora da tempo con i detenuti e che la minoranza aveva indicato come la persona in grado di svolgere questo incarico. “La figura del Garante non avrebbe cambiato il mondo, non avrebbe risolto i problemi strutturali, né trasformato magicamente le difficoltà quotidiane, sarebbe stata però un simbolo forte: il riconoscimento che la città non si gira dall’altra parte, che il carcere non è un altrove da dimenticare e che le persone detenute restano persone.
E invece, per la seconda volta, la proposta è stata respinta - dice Carli - non entro nemmeno nel merito delle argomentazioni, perché il punto è un altro: è la sensazione, amara, che non si sia voluto nemmeno discutere davvero, che una proposta venga respinta non per ciò che contiene, ma per chi la presenta. Che si bocci perché ‘non l’ho scritta io’, perché arriva da una parte diversa, perché riconoscerne il valore significherebbe ammettere che il bene comune non ha colore politico. Sono profondamente deluso - aggiunge Carli.
Non è questo che merita Orvieto, non è questo che meritano i cittadini e non è questo che meritano i detenuti con cui lavoro ogni giorno, persone che stanno pagando il loro debito ma che non hanno smesso di essere parte della nostra comunità. Nel frattempo, loro restano lì, aspettano di essere ascoltati, che qualcuno dica che fanno parte della città. Aspettano di non finire dimenticati dietro un muro e dentro un verbale di Consiglio comunale”.









