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ansa.it, 7 maggio 2026

“Il Garante dei detenuti della Regione del Veneto ha presentato oggi la sua relazione annuale in Commissione: anche quest’anno, abbiamo sentito direttamente da lui la realtà delle carceri venete e delle condizioni drammatiche in cui versano. Un dato su tutti è quello del sovraffollamento, che tocca quest’anno il 149%, segnando un aumento del 9% rispetto al 2024 e addirittura del 15% rispetto al 2023. Sono numeri che lasciano senza parole, ma che allo stesso tempo chiedono alle istituzioni di agire immediatamente sulle condizioni carcerarie”.

È quanto dichiara Elena Ostanel, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, che osserva: “Il Veneto è la quarta regione per sovraffollamento e tutte le carceri regionali, a eccezione del femminile di Venezia, sono in stato di sovraffollamento, con Verona che raggiungere il 184.78% e Treviso il 173.46%. Proprio per questo, a febbraio, ho chiesto che la Quarta commissione approfondisse la situazione delle carceri per valutare lo stato del sovraffollamento, le condizioni sanitarie e psicologiche delle persone detenute, l’organizzazione dei servizi e le condizioni di lavoro del personale, anche al fine di individuare possibili iniziative e azioni di competenza regionale.

La Quarta commissione, in questi mesi, ha audito i dirigenti delle strutture, da ultimi, ieri, quelli di Belluno e Rovigo, e tutti hanno raccontato condizioni molto simili, con un numero di detenuti eccessivamente elevato, spazi non consoni e personale insufficiente e con carichi di lavoro enormi”. “Uno dei temi che è stato portato in Commissione durante le audizioni - aggiunge Ostanel - è quello della salute, fiscale e mentale, dei detenuti. E su questo proprio oggi è tornato il Garante che ha riportato i dati che parlano del 26% dei detenuti che presenta disturbi psichiatrici e il 35% che presenta dipendenza da sostanze stupefacenti.

Proprio il tema della salute è quello sul quale la Regione ha competenza quando si tratta di carceri e per questo negli scorsi anni abbiamo chiesto alla Regione di intervenire, in particolare sull’individuazione delle carceri come aree disagiate, per permettere incentivi ai medici che decidano di lavorarci. Inoltre, serve convocare l’Osservatorio permanente sulla salute in carcere, fermo da anni”.

“A tutti questi numeri se ne aggiunge un ulteriore, che è quello delle 6 persone detenute che si sono tolte la vita nel 2025 in Veneto. Storie di persone che si sono interrotte in strutture che avrebbero il compito di rieducare e reinserire nella società i detenuti. Un compito che ormai è sempre più difficile e complicato per chi opera oggi in carcere. Dobbiamo ritornare a rispettare i principi costituzionali, ma soprattutto i diritti umani, che non ci permettono di portare avanti una situazione come questa”, conclude la Consigliera.