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di Giovanni Negri

Il Sole 24 Ore, 14 giugno 2024

“Siamo al lavoro su un decreto carceri. Il testo prevede anche una norma che disciplina il procedimento attraverso il quale vengono riconosciuti i benefici, già previsti dalla legge, per i detenuti che aderiscono al trattamento e dimostrano buona condotta. Non saranno introdotti sconti di pena. L’obiettivo è alleggerire i tribunali di sorveglianza, gravati dalla necessità di evadere 200mila richieste all’anno e, contemporaneamente, garantire ai detenuti i diritti già previsti dalla normativa vigente”.

Così il sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari, partecipando al convegno sulla drammatica condizione delle carceri promosso a Roma dal quotidiano Il Dubbio, ha reso noto che il governo studia misure per deflazionare il sovraffollamento degli istituti dove sono recluse oltre 61mila persone a fronte di una capienza di 51.178 posti, con 13.500 detenuti in eccesso. Già 39, nel 2024, i casi di detenuti suicidi. Si sta discutendo, al ministero della Giustizia, di istituire un albo delle comunità per associazioni del terzo settore, già dotate di strutture di accoglienza, per consentire - a chi ha già i requisiti ma non dispone di una casa - di scontare la pena in regime di detenzione domiciliare, odi affidamento in prova purché svolga una attività lavorativa. La misura potrebbe dunque riguardare coloro che hanno un fine pena inferiore ai due anni, oltre a chi è inserito in uno specifico percorso trattamentale.