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di Grazia Longo

La Stampa, 30 gennaio 2023

Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, avvocato, senatore della Lega, si oppone con fermezza alla fine del 41 bis per Alfredo Cospito.

Che cosa la spinge verso questa convinzione?

“Cospito è monitorato 24 ore al giorno. Nonostante il suo prolungato sciopero della fame, la decisione sulle sue condizioni spetta ai medici. E se loro sostengono che la sua situazione è sotto controllo ci dobbiamo fidare. Inoltre la Cassazione, che ha anticipato il suo pronunciamento, si esprimerà sulla fine del carcere duro, in modo autonomo e sereno. E poi, comunque, le decisioni si prendono conoscendo tutti gli elementi”.

In che senso?

“Eventuali atti di clemenza sono concessi quando c’è un ravvedimento, una buona condotta. Non mi pare che Cospito si sia ravveduto e inoltre lo Stato non sta compiendo alcun illecito contro di lui. Si è dichiarato apertamente terrorista ed è stato condannato, non è in una fase di misura cautelare. Senza dimenticare poi che il proliferare di attentati da parte della galassia anarchica in difesa di Cospito alimenta un clima di violenza che non lo aiuta e va condannato da tutto il mondo politico. Sia a destra, sia a sinistra non si possono tollerare atti di aggressione nei confronti delle istituzioni. È sbagliato cedere al ricatto di atti di come quelli a cui stiamo assistendo”.

Ritiene quindi che le rivendicazioni anarchiche nelle varie città non aiutino la causa di Cospito?

“Certo che no. Soprattutto non aiutano l’affermazione della giustizia. Tutto il mondo politico deve condannare chi con la minaccia prova a condizionare la scelta delle istituzioni. Ribadisco peraltro la mia solidarietà ai poliziotti di Roma presi di mira dagli anarchici e al direttore de Il Tirreno che ha ricevuto una busta con un proiettile”.

Il 41 bis viene inflitto anche per evitare contatti con l’esterno: se gli venisse tolto, Cospito potrebbe intensificare rapporti con la galassia anarchica e quindi potrebbe aumentare il rischio di attentati?

“Questo non lo so. Ma so che chi deve decidere nel merito non deve farlo sulla base di minacce e attentati”.

E se nel frattempo dovesse morire? Fa lo sciopero della fame da oltre 100 giorni…

“Il suo stato di salute è monitorato. E al momento le strutture sanitarie non ci parlano di imminente pericolo”.

La preoccupazione però è tanta: c’è una larga schiera di intellettuali e giuristi che chiede lo stop al suo 41 bis…

“Ma come fanno a saperne più dei medici che lo hanno in cura? Parlino gli atti e chi ne ha competenza. Tutto il resto è pretestuoso e alimenta sentimenti che non sono di lealtà e di verità”.

A parte la questione del 41 bis, la reclusione non dovrebbe essere finalizzata alla rieducazione?

“Sicuramente. In particolare per i minorenni bisognerebbe privilegiare le strutture alternative come le comunità. Ai ragazzini va concessa una chance di rieducazione. Sia per loro, sia per gli adulti bisogna investire di più e aiutarli a imparare un lavoro”.