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padovaoggi.it, 5 febbraio 2026

Nell’auditorium del Due Palazzi un evento che ha coinvolto numerosi detenuti nell’ambito del progetto Kutub Hurra/Libri liberi, attivo da quasi tre anni nella Casa di Reclusione e da più di uno al Circondariale, che prevede donazioni di testi anche in lingue straniere. Dopo una serie di eventi terribili succedutisi nell’arco di poco tempo, due suicidi in pochi giorni, mercoledì 4 febbraio, finalmente un segnale positivo al Due Palazzi. Nell’auditorium dell’Istituto si è infatti svolto l’incontro che era stato programmato il 30 ottobre dello scorso anno, saltato in seguito alla circolare del Dap che modificava la procedura per autorizzare gli esterni a entrare negli Istituti con l’Alta sicurezza. 

Un’iniziativa pensata per mostrare gli sviluppi del progetto Kutub Hurra/Libri liberi, attivo da quasi tre anni nella Casa di Reclusione e da più di uno al Circondariale, che prevedeva una seconda donazione di libri da parte dell’associazione tunisina intitolata a Lina Ben Mhenni, (attivista delle primavere arabe scomparsa qualche anno fa).

La Direttrice della Casa di Reclusione Maria Gabriella Lusi, dopo un minuto di silenzio in ricordo dei due detenuti suicidi, ha introdotto l’evento assieme all’Assessora ai Servizi Sociali Margherita Colonnello e al Garante Antonio Bincoletto, alla presenza delle Associazioni che partecipano al progetto e di un nutrito pubblico di persone recluse e non, arabofone e non, molte delle quali partecipanti ai gruppi di lettura. 

Gli interventi hanno sottolineato la positività e l’importanza di una tale attività, che crea spazi di conoscenza, inclusione e confronto fra persone provenienti da culture differenti: per una volta ci si trova a sviluppare un’attività proposta da un’associazione presente nel Sud del mondo, grazie alla collaborazione con l’onlus italiana “Un ponte per”, che ha fornito i contatti e sta curando gli scambi, gli sviluppi e l’espansione del progetto sia dentro alle carceri italiane che fuori. 

La proposta fatta dal Garante di prendere ad esempio l’attività per interventi analoghi nel territorio attraverso la rete bibliotecaria cittadina è stata accolta con favore dall’Assessora Colonnello, che ne ha riconosciuto la valenza e le potenzialità positive ai fini dell’inclusione e della prevenzione a derive identitarie, razzistiche e di radicalizzazione integralistica. 

Ai saluti fatti dalle organizzazioni presenti è seguita una breve descrizione del lavoro svolto finora a Padova grazie principalmente all’impegno di Sandro Botticelli, volontario della biblioteca, e di Camilia Farah, mediatrice culturale. Camilia ha poi fatto da interprete alla madre di Lina Ben Mhenni, collegata in rete dalla Tunisia, la quale ha illustrato le attività di promozione della lettura e della cultura portate avanti dall’associazione intitolata alla figlia. Sono 60.000 i libri donati alle carceri tunisine e 1.300 circa quelli inviati in Italia per la promozione culturale dei detenuti arabofoni nel nostro Paese, e gli Istituti italiani aderenti sono ormai decine. Ammirevole la tenacia, la competenza e la passione dimostrate dalla signora, rimasta a presiedere l’associazione dopo la morte della figlia e del marito. Convinti e calorosi applausi hanno accolto la sua esposizione. Un giovane detenuto palestinese, con una storia dolorosa alle spalle, ha letto nel silenzio attento e partecipe del pubblico la sua poesia “I miei occhi”. Ha fatto seguito una recita collettiva del testo teatrale di un autore egiziano fatta dalle persone ristrette, alcune in costume, prima in arabo poi in italiano. Bei momenti, finestre aperte sul mondo, momenti di empatia, aria fresca in un luogo chiuso. In conclusione, i 58 libri in arabo, disposti in bella vista sul tavolo dell’auditorium, sono stati consegnati ufficialmente alla biblioteca dell’Istituto e da domani saranno a disposizione di chi li vorrà leggere. Analoga consegna verrà effettuata nei prossimi giorni al Circondariale.