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di Gabriele Fusar Poli

Corriere del Veneto, 5 luglio 2025

L’iniziativa per i detenuti del Due Palazzi in questi giorni di caldo torrido. L’ordine degli Avvocati di Padova, raccogliendo l’appello lanciato dal Garante dei Detenuti Antonio Bincoletto, ha deciso di comprare e donare ai detenuti 100 ventilatori. Un gesto di solidarietà e al contempo una denuncia per le condizioni all’interno del carcere cittadino. Il caldo estremo di questi giorni, con il termometro che sfiora i 40 gradi, sta causando problemi e condizione di estremo disagio anche all’interno degli istituti di pena.

C’è chi non può proprio evitarlo, il caldo, poiché letteralmente costretto tra quattro mura. Fortuna vuole, però, che vi sia chi pensa a loro con un gesto concreto (che nel contempo assume la forma di un atto di denuncia): l’ordine provinciale degli avvocati ha risposto presente all’appello lanciato da Antonio Bincoletto, garante dei detenuti, comprando 100 ventilatori e donandoli a chi si trova recluso all’interno del carcere Due Palazzi.

A motivare tale decisione è Francesco Rossi, presidente provinciale dell’ordine: “La nostra precisa volontà è quella di migliorare, seppur parzialmente, le condizioni detentive e di lanciare un messaggio forte rispetto alle carenze croniche che riguardano le strutture penitenziarie del nostro Paese. La situazione di questi giorni, che vede il perdurare del caldo torrido, evidenzia una totale assenza di programmazione per cui, ogni anno, ci si trova a fronteggiare la cosiddetta “emergenza”. Peccato che il caldo sia un evento assolutamente prevedibile, rispetto al quale è necessario adottare per tempo gli accorgimenti necessari”.

Anche perché i dati forniti proprio dall’ordine degli avvocati parlano chiaro: per quanto riguarda la casa di reclusione della città del Santo, infatti, sarebbero 608 i detenuti attualmente presenti a fronte dei 400 posti disponibili, con un evidente sovraffollamento reso ancor più insostenibile dalle alte temperature degli ultimi giorni. Numeri che portano Francesco Rossi a fare un ulteriore ragionamento: “Troppo spesso si ignorano le condizioni di vita assolutamente inaccettabili all’interno delle carceri italiane. Chiunque per qualsiasi ragione, anche in esecuzione di una semplice misura cautelare, si può trovare ristretto in carcere, venendo così sottoposto a un trattamento disumano degradante e lesivo della sua dignità: per questo abbiamo deciso di intervenire come categoria rispondendo all’appello del Garante”.

Il caldo attanaglia i detenuti, dunque, ma non solo: l’attenzione continua ad essere rivolta anche a chi è costretto a lavorare all’aria aperta nelle ore centrali della giornata, a partire dagli operai nei cantieri. In tal senso va specificato che all’ordinanza regionale, che prevede delle deroghe per quelli legati alla pubblica amministrazione - come ad esempio quelli per la realizzazione delle due nuove linee del tram - si è aggiunta quella comunale firmata dal sindaco Sergio Giordani, che consente di anticipare alle 5 del mattino l’inizio dei lavori con conclusione in tarda mattinata: ecco perché anche ieri, a partire dal primo pomeriggio, i cantieri risultavano pressoché deserti.

A chiedere comunque spiegazioni è Giampiero Avruscio, segretario provinciale di Forza Italia: “Non metto in dubbio che il Comune abbia messo in atto delle soluzioni ristoratrici, tipo il cooling break che si sta attuando nelle partite di calcio: per chi lavora sulle strade per otto ore, però, non è la stessa cosa. Mi piacerebbe sentire cosa ne pensano i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza per sapere se queste misure siano state condivise o meno o se la fretta di andare avanti con i lavori abbia fatto saltare questo fondamentale passaggio”. Nonostante le temperature bollenti non si registra un aumento di accessi al pronto soccorso legati al cosiddetto “codice calore”: al momento risultano solo tre ricoveri per disidratazione e un leggero aumento di chiamate (tra le dieci e le venti al giorno) ai numeri di emergenza.