Il Mattino di Padova, 31 gennaio 2021
Da quasi un anno il Consiglio comunale di Padova ha istituito la figura del garante per i detenuti. Ma, complice la pandemia che impedisce di convocare il Consiglio in presenza - modalità indispensabile, in questo caso - la nomina della persona a cui affidare l'incarico è rimasta bloccata. Stringere i tempi e votare al più presto è una delle richieste fatte ieri dal Centro sociale Pedro nel corso di un doppio presidio, prima davanti alla Casa circondariale e poi sotto la Casa di reclusione.
Un sit-in di solidarietà che i detenuti hanno appoggiato con fischi e urla dalle finestre, in segno di ringraziamento. L'iniziativa, dedicata idealmente all'attivista No-Tav Dana Lauriola, in carcere a Torino, è servita a richiamare l'attenzione sugli effetti della pandemia nelle carceri sovraffollate. E dunque a chiedere sconti di pena, indulti o altre misure per svuotare gli istituti, riducendo in questo modo anche il rischio di contagio, misure preventive per i reati minori e priorità nell'accesso al vaccino per tutta la popolazione carceraria. Che in questi ultimi mesi ha pagato un prezzo alto alla pandemia, vedendosi ridotti anche quei pochi contatti che aveva con l'esterno.











